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Il fatto

Parco eolico in Grecia Salentina, la Regione dice no: scontro politico sul progetto

Bocciato l’impianto da 72,6 Mw con 11 aerogeneratori. Capone difende il parere tecnico, Pagliaro esulta: “Stop a un intervento devastante”

Pale eoliche

Pale eoliche - archivio

LECCE - La Regione Puglia esprime parere negativo sul progetto di parco eolico previsto in Grecia Salentina e il tema accende il confronto politico. A intervenire è la consigliera regionale del Partito Democratico Loredana Capone, presidente della V Commissione, che illustra le motivazioni della bocciatura, mentre dal fronte opposto arriva la soddisfazione del capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Pagliaro.

Il progetto, che prevedeva la realizzazione di 11 aerogeneratori da 6,6 Mw per una potenza complessiva di 72,6 Mw, ha ricevuto un giudizio negativo da parte della Regione sulla base di una relazione tecnica definita dettagliata. “Il parere della Regione è contrario e chiarisce in modo netto le motivazioni del giudizio negativo”, sottolinea Capone, evidenziando come siano state considerate anche le osservazioni dei Comuni coinvolti e gli elementi emersi durante l’istruttoria.

La decisione, formalizzata con determina del 23 marzo 2026, richiama diversi aspetti critici. Tra questi, la localizzazione dell’impianto in aree ritenute non idonee, le interferenze con beni paesaggistici e culturali e la presenza di produzioni agricole di pregio. Elementi che, nel loro insieme, delineano un quadro incompatibile con un modello equilibrato di sviluppo energetico.

Loredana Capone

Capone rivendica il lavoro svolto dalla Regione e sposta ora l’attenzione sul livello nazionale. “La Regione ha fatto la sua parte, ora la decisione spetta allo Stato che dovrà pronunciarsi sulla valutazione di impatto ambientale”, afferma, richiamando la necessità di un esame attento delle criticità evidenziate.

Nel suo intervento, la presidente della V Commissione insiste sul valore del territorio interessato dal progetto. “La Grecia Salentina non è uno spazio vuoto da occupare, ma un’area ricca di valori paesaggistici, agricoli e culturali che devono essere tutelati con rigore”, evidenzia, ribadendo come la transizione energetica non possa prescindere dal rispetto delle specificità locali.

Capone richiama inoltre il principio di una pianificazione consapevole. “Le energie rinnovabili sono una scelta strategica, ma non possono diventare un alibi per interventi che non rispettano le regole e i territori”, aggiunge, sottolineando che lo sviluppo deve avvenire all’interno di criteri chiari e compatibili con l’ambiente e le comunità.

Paolo Pagliaro

Sul versante dell’opposizione, il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia Paolo Pagliaro accoglie con favore la decisione della Regione, ricordando come il tema fosse già stato sollevato in Commissione Ambiente il 26 febbraio. “Finalmente è arrivato il no al mega impianto eolico, come avevamo chiesto”, dichiara.

Pagliaro descrive il progetto come altamente impattante per il territorio, sottolineando le dimensioni dell’intervento. “Si tratta di 11 torri alte 200 metri con pale superiori agli 80 metri, in un’area a vocazione agro-turistica tra Carpignano Salentino, Calimera e Martano, con 41 chilometri di opere di connessione”, evidenzia, parlando di un rischio concreto per zone agricole e paesaggistiche di pregio.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia rivendica il ruolo svolto insieme ai sindaci e alle comunità locali. “La Regione ha accelerato il parere negativo anche grazie alla nostra sollecitazione e alla mobilitazione dei territori”, afferma, ribadendo la contrarietà a nuovi interventi in aree ritenute sensibili.

Anche Pagliaro insiste sulla necessità di governare il processo di transizione energetica. “Non si può consentire nuovo consumo di suolo nel cuore di territori da preservare. Il Salento ha già pagato un prezzo troppo alto alle rinnovabili”, conclude.

Il confronto resta aperto, mentre la decisione finale passa ora al Ministero, chiamato a valutare il progetto alla luce delle osservazioni tecniche e delle posizioni espresse a livello regionale.

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