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Taranto
25 Marzo 2026 - 06:32
Un operatore di Kyma Ambiente - Amiu
TARANTO - Il futuro di Kyma Ambiente accende il confronto politico cittadino e apre un dibattito sempre più acceso sulla gestione del servizio di igiene. Al centro della discussione, le ipotesi di ingresso di capitali privati nella partecipata comunale, un’eventualità che trova una netta opposizione trasversale tra le forze politiche, pur con accenti e proposte differenti.

Gregorio Stano, Consigliere comunale del Movimento 5 Stelle
A intervenire con una posizione particolarmente dura è il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Gregorio Stano, che respinge qualsiasi ipotesi di apertura ai privati. “I servizi pubblici essenziali non si svendono”, afferma, sottolineando come la gestione dei rifiuti e del decoro urbano debba restare sotto controllo pubblico. Stano parla di una linea non negoziabile e avverte: “La privatizzazione non è la soluzione, ma la resa della politica”.
Il consigliere pentastellato richiama anche le esperienze nazionali, evidenziando come il passaggio ai privati non abbia prodotto benefici concreti. “Non garantisce maggiore efficienza e si traduce quasi sempre in un aumento delle tariffe e nella precarizzazione dei lavoratori”, sostiene, indicando Kyma Ambiente come un asset strategico per la città. Secondo Stano, cedere quote significherebbe “anteporre il profitto degli azionisti al benessere della comunità”.
Pur riconoscendo le difficoltà economiche e gestionali dell’azienda, il Movimento 5 Stelle indica una strada alternativa basata su risanamento e innovazione. “La via è quella dell’efficientamento, della tecnologia e di una governance trasparente. Non si possono coprire le mancanze politiche vendendo i gioielli di famiglia”, afferma ancora Stano, che chiede un confronto pubblico in Consiglio comunale. Il gruppo annuncia opposizione totale a qualsiasi ipotesi di dismissione: “Non faremo un solo passo indietro”.
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Luca Lazzàro, Consigliere comunale di Fratelli d'Italia
Sul fronte del centrodestra, interviene anche Luca Lazzàro di Fratelli d’Italia, che pur condividendo la necessità di mantenere la gestione pubblica, richiama con forza le criticità emerse dai dati ufficiali. Il consigliere cita il recente parere dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che evidenzia una situazione gestionale complessa: raccolta differenziata ferma al 25% nel 2024, a fronte di una media nazionale del 67,9% e regionale del 60,3%, oltre a costi elevati e squilibri di bilancio.
Per Lazzàro, questi numeri rappresentano un campanello d’allarme. “Difendere la natura pubblica ha senso solo se porta vantaggi concreti ai cittadini, a partire dalla riduzione della Tari”, afferma. Il consigliere invita l’amministrazione ad agire rapidamente: “Serve il coraggio di varare un piano correttivo entro 90 giorni. Il tempo degli alibi è finito”.
Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, l’indicazione dell’Antitrust, che ha concesso 30 giorni per una risposta e richiesto interventi entro 3 mesi, deve essere sfruttata per rilanciare l’azienda, non per aprire ai privati. “Bisogna trasformare questa crisi in un’opportunità, investendo sugli asset produttivi e allineandosi agli standard nazionali”, sottolinea, indicando come obiettivo prioritario anche la riduzione della pressione fiscale sui cittadini.

I Consiglieri comunali Adriano Tribbia e Francesco Tacente
Dal gruppo Prima Taranto, i consiglieri Adriano Tribbia e Francesco Tacente sollevano invece una questione politica legata agli impegni elettorali del sindaco Piero Bitetti. I due chiedono chiarezza sulle ipotesi di privatizzazione e parlano di possibile incoerenza rispetto alle promesse fatte. “In campagna elettorale era stata garantita la natura pubblica dell’azienda, oggi emergono scenari diversi che richiedono spiegazioni”, dichiarano.
I consiglieri sottolineano come la gestione attuale non abbia risolto le criticità legate alla raccolta e alla pulizia urbana, ma ritengono necessario un approccio strutturale. “Serve un ripensamento complessivo del servizio, non decisioni estemporanee”, affermano, chiedendo il coinvolgimento dell’opposizione. Da qui la richiesta formale: “Il sindaco ha il dovere politico ed etico di venire in Consiglio comunale a riferire e fare chiarezza”.

La consigliera comunale Bianca Boshnjaku
A intervenire nel dibattito è anche la consigliera comunale Bianca Boshnjaku, che invita a riportare il confronto su un piano istituzionale e chiarisce la natura della recente riunione di maggioranza. L’incontro, spiega, era finalizzato ad analizzare le criticità aziendali e il rilancio della raccolta differenziata, non a prendere decisioni sulla privatizzazione.
La consigliera ribadisce una posizione netta a favore della gestione pubblica. “La tutela dell’azienda resta una priorità nell’interesse dei cittadini e della qualità del servizio”, afferma, escludendo scorciatoie. “L’obiettivo è risanare e rilanciare Kyma Ambiente, non adottare soluzioni affrettate che potrebbero aumentare i costi per la collettività”.
Boshnjaku indica nel nuovo contratto di servizio, che sarà esaminato in commissione, il passaggio chiave per definire il futuro dell’azienda. “Sarà quella la sede per un confronto serio e nel merito, nell’interesse esclusivo della città”, conclude, richiamando la responsabilità politica di non tradire la fiducia dei cittadini.
Il dibattito resta aperto, con una convergenza politica sulla difesa del carattere pubblico dell’azienda, ma con posizioni differenziate sulle strategie da adottare per superare le criticità e rilanciare un servizio considerato centrale per il futuro di Taranto.
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