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Il fatto

Bari tutela l’architettura moderna, via libera alle misure di salvaguardia

Il Consiglio comunale adotta il provvedimento previsto dalla legge regionale del 2008. L’Ordine degli Architetti: passo importante contro le demolizioni silenziose

Mimmo Mastronardi

Mimmo Mastronardi

BARI - Il Consiglio comunale di Bari ha adottato il provvedimento destinato a proteggere le architetture moderne e contemporanee della città, dando attuazione a quanto previsto dall’articolo 12 della Legge Regionale numero 14 del 2008. La decisione rende operative misure attese da anni e rimaste di fatto sospese dal 2014.

L’iniziativa è stata accolta con favore dal Consiglio dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Bari, che in più occasioni aveva sollecitato l’adozione di questo strumento normativo per garantire maggiore tutela al patrimonio architettonico del Novecento e dell’età contemporanea.

Il provvedimento introduce misure di salvaguardia temporanee che entreranno in vigore durante la fase di elaborazione della variante normativa al Piano regolatore generale e nell’attesa della raccolta delle osservazioni previste dalla legge. L’obiettivo è quello di contrastare il fenomeno delle demolizioni non sempre evidenti che negli anni hanno interessato diversi edifici della modernità cittadina.

Allo stesso tempo la nuova disciplina punta a ridurre le incertezze operative che fino ad oggi hanno interessato professionisti e imprese. L’assenza di regole precise sugli interventi consentiti sugli edifici considerati sensibili, spesso di proprietà privata, aveva infatti generato difficoltà interpretative e operative.

“Accogliamo con favore questo provvedimento perché rappresenta un passo importante verso la tutela di un patrimonio spesso poco riconosciuto ma fondamentale per comprendere l’evoluzione urbana della città”, afferma Mimmo Mastronardi, presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Bari. “Molti edifici della modernità, pur essendo di proprietà privata, costituiscono a tutti gli effetti un patrimonio collettivo e raccontano una fase significativa della storia architettonica e sociale di Bari”.

Lo stesso Mastronardi sottolinea tuttavia che lo strumento normativo potrà essere perfezionato nel tempo. “Come ogni nuovo dispositivo legislativo anche questo potrà essere migliorato attraverso il confronto e l’applicazione concreta delle norme”, osserva, ricordando che lo stesso provvedimento consente l’introduzione di eventuali correttivi.

L’Ordine degli Architetti aveva già evidenziato alcune perplessità nel mese di ottobre, in particolare riguardo all’inserimento nel provvedimento di natura edilizia della cosiddetta invariante locale 4, relativa a complessi, edifici e manufatti di valore storico documentario. Si tratta di una categoria che comprende 94 schede edificio, la cui tutela e catalogazione, secondo l’Ordine, potrebbero essere più coerentemente ricondotte alla dimensione paesaggistica piuttosto che a quella della modernità architettonica.

Il nostro intento non è mettere in discussione la necessità della tutela, che riteniamo fondamentale”, chiarisce Mastronardi. “L’obiettivo è contribuire a rendere lo strumento più coerente e più facilmente applicabile, anche attraverso chiarimenti sulle tipologie di interventi manutentivi consentiti”.

Le osservazioni dell’Ordine saranno formalmente presentate entro il termine previsto per la fase partecipativa. La normativa stabilisce infatti 30 giorni per l’invio delle osservazioni, passaggio necessario prima dell’approvazione definitiva della variante e della sua entrata in vigore.

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