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Il caso
06 Marzo 2026 - 11:35
Agricoltura
BARI – L’impennata del prezzo del gasolio agricolo mette in difficoltà aziende agricole e imprese della pesca pugliesi. In appena 3 giorni il costo del carburante è aumentato di 0,30 euro al litro più IVA, provocando un forte incremento dei costi di lavorazione nei campi e sollevando il rischio che trattori e macchine agricole possano fermarsi, con conseguenze anche per la flotta peschereccia.
L’allarme arriva da Coldiretti Puglia, che evidenzia come il rialzo dei prezzi sia collegato alle tensioni sul mercato energetico internazionale legate alla guerra in Iran. Le ripercussioni sul prezzo del petrolio, secondo l’organizzazione, si stanno trasferendo rapidamente sui carburanti utilizzati nel settore agricolo e nella pesca.
Il comparto primario regionale è particolarmente esposto alle oscillazioni dei costi energetici. In Puglia, infatti, l’agricoltura è un settore ad alto consumo di energia, con le aziende che utilizzano ogni anno circa 0,15 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio. Gran parte di questa energia deriva proprio dal gasolio necessario alla meccanizzazione delle attività agricole.
Complessivamente il consumo annuo di carburante nelle aziende agricole pugliesi è stimato tra 80 e 140 milioni di litri. In questo scenario, l’aumento di 30 centesimi al litro si traduce in un aggravio economico significativo. Secondo le stime di Coldiretti, il rincaro comporta per le imprese del settore circa 25 milioni di euro di costi aggiuntivi, legati esclusivamente all’acquisto del carburante.
La crescita dei prezzi è stata particolarmente rapida. Il costo del gasolio agricolo è aumentato di quasi il 35% in soli 3 giorni, provocando un forte aumento dei costi orari delle lavorazioni meccaniche. La conseguenza, sottolinea Coldiretti Puglia, potrebbe essere l’interruzione di alcune attività agricole, a partire dalle arature nelle aree cerealicole.
L’aumento dei carburanti non incide soltanto sulle lavorazioni nei campi. I rincari si riflettono anche su altre attività fondamentali per le aziende agricole, come l’irrigazione delle colture, il riscaldamento delle serre e la gestione energetica delle stalle, aggravando ulteriormente i bilanci delle imprese.
Secondo Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia, la situazione richiede interventi immediati. “Questa escalation dei costi è insostenibile e mette a rischio la sopravvivenza delle nostre imprese agricole. Serve un intervento immediato delle istituzioni per evitare che i campi restino senza lavorazioni e che la produzione regionale subisca gravi contraccolpi”, afferma.
Preoccupazioni analoghe arrivano anche dal direttore regionale Pietro Piccioni, che evidenzia i rischi per l’intero sistema produttivo. “Le aziende agricole e della pesca pugliesi non possono sostenere rincari così improvvisi. Senza misure di sostegno rischiamo di interrompere attività essenziali per l’economia regionale e per l’approvvigionamento alimentare delle famiglie”, sottolinea.
La situazione si inserisce inoltre in un contesto economico già complesso. L’aumento dei costi energetici si somma infatti alla crescita dell’inflazione alimentare e alle difficoltà dei consumi, con molte famiglie costrette a ridurre gli acquisti. Secondo Coldiretti, la scarsità di produzioni agricole dopo gli eventi climatici estremi degli ultimi mesi e l’aumento dei costi logistici potrebbero generare un effetto a catena sui prezzi degli alimenti.
Nel prezzo finale di frutta e verdura, infatti, la logistica può incidere fino a un terzo del costo complessivo, contribuendo ad ampliare il divario tra il valore riconosciuto ai produttori nei campi e quello pagato dai consumatori al dettaglio.
I dati energetici regionali confermano il peso di queste dinamiche sull’economia pugliese. I consumi finali di energia in Puglia ammontano infatti a circa 5,6 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio all’anno, con il settore dei trasporti che assorbe il 34,6% dei consumi, secondo elaborazioni basate sui dati di MASE, ENEA e Terna.
All’interno di questo quadro, l’intera filiera agroalimentare rappresenta una quota stimata superiore al 10% dei consumi energetici regionali, considerando non solo la produzione agricola ma anche le attività di trasformazione e la logistica.
Secondo Coldiretti Puglia, questi numeri dimostrano quanto l’aumento dei costi energetici possa mettere sotto pressione l’intero sistema agroalimentare regionale, incidendo sulla redditività delle aziende agricole e della pesca e mettendo a rischio la continuità delle produzioni.
Per questo l’organizzazione agricola chiede misure urgenti e mirate di sostegno, con l’obiettivo di garantire la tenuta delle imprese, salvaguardare il lavoro nei campi e nei porti e assicurare la stabilità della filiera alimentare destinata ai consumatori.
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