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Taranto
04 Marzo 2026 - 07:54
L'ex Ilva di Taranto
TARANTO - Dopo l’ennesimo infortunio mortale avvenuto nello stabilimento siderurgico ex Ilva, interviene Demo.S – Democrazia Solidale, che in una nota denuncia quella che definisce una situazione ormai strutturale di rischio per i lavoratori e chiede un intervento immediato sulle condizioni di sicurezza dell’impianto.
Il comunicato è firmato da Alessandra Lorusso, segretaria provinciale Demo.S Taranto, e Saverio Todaro, segretario cittadino Demo.S Taranto.
Secondo il movimento politico, l’ultima tragedia non può essere considerata un evento imprevedibile ma rappresenterebbe la conseguenza di un sistema industriale caratterizzato da carenze nella manutenzione, nei controlli e nella programmazione delle attività. Per Demo.S la sicurezza sul lavoro è diventata ormai una priorità assoluta e non più rinviabile.
Nel comunicato si sottolinea che l’ennesima vittima registrata all’interno dello stabilimento non sarebbe una fatalità, ma il risultato di criticità che da tempo riguardano la gestione dell’impianto. La dinamica dell’incidente, spiegano i rappresentanti del movimento, ricorda quella di altri episodi già verificatisi nei mesi scorsi, circostanza che renderebbe ancora più evidente la necessità di interventi concreti.
Per Demo.S, gli incidenti sul lavoro e le morti avvenute nello stabilimento non sarebbero eventi isolati ma il risultato di una gestione priva di adeguata pianificazione e controlli, con ricadute dirette sulla sicurezza dei lavoratori.
Nel documento viene evidenziato come lavorare all’interno dello stabilimento rappresenti oggi un rischio concreto per l’incolumità dei dipendenti. Alla questione ambientale, da anni al centro del dibattito cittadino, si aggiungerebbe dunque una nuova emergenza legata alle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il movimento politico sostiene che la tutela della vita dei lavoratori debba avere priorità rispetto a qualsiasi esigenza produttiva, e chiede che venga avviata immediatamente una verifica approfondita delle condizioni di sicurezza all’interno degli impianti.
Secondo Demo.S, continuare la produzione senza aver prima accertato in modo chiaro e verificabile la sicurezza degli ambienti di lavoro sarebbe una scelta irresponsabile. Nel comunicato si afferma infatti che proseguire l’attività in assenza di garanzie sulla sicurezza non sarebbe più tollerabile.
Nel documento viene richiamata anche una recente sentenza del Tribunale di Milano, che avrebbe giudicato insufficienti le prescrizioni contenute nell’ultima Autorizzazione integrata ambientale, elemento che secondo il movimento confermerebbe la gravità della situazione.
Per Demo.S la vicenda dello stabilimento rappresenta il risultato di scelte politiche e industriali accumulate negli anni e non risolte, tanto che spesso la magistratura è chiamata a intervenire su questioni che dovrebbero essere affrontate attraverso decisioni politiche e amministrative.
Il quadro descritto nel comunicato parla di incidenti mortali, salari ridotti e di una città ancora alle prese con gli effetti dell’inquinamento, elementi che secondo il movimento rendono evidente la necessità di cambiare modello di sviluppo.
Nella parte finale della nota Demo.S – Democrazia Solidale esprime il proprio cordoglio alla famiglia del lavoratore deceduto, ribadendo al tempo stesso l’impegno a sostenere un modello economico che tenga insieme lavoro, tutela dell’ambiente e sicurezza.
Per il movimento politico, la situazione non può essere considerata una emergenza improvvisa ma il risultato di responsabilità precise maturate nel tempo. Quando i rischi sono noti e le conseguenze prevedibili, si legge nel comunicato, non si può più parlare di semplici incidenti.
La posizione espressa è netta. In assenza di condizioni certe e verificabili di sicurezza, secondo Demo.S lo stabilimento dovrebbe essere fermato immediatamente.
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