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Bari
27 Febbraio 2026 - 08:00
Il Palazzo della Città Metropolitana di Bari
BARI – Il Consiglio metropolitano ha dato il via libera all’unanimità alla nuova macrostruttura organizzativa dell’Ente, segnando un passaggio ritenuto strategico nel percorso di rinnovamento amministrativo e di consolidamento della governance della Città Metropolitana.
La riorganizzazione diventerà operativa dal 1 marzo 2026 e prevede un assetto articolato in 11 unità organizzative di vertice, suddivise in 4 settori di staff e 7 settori di line, con una riduzione complessiva dei settori da 13 a 11. L’obiettivo dichiarato è rendere la macchina amministrativa più snella e coerente con le sfide legate alla transizione digitale, ecologica e organizzativa.
Il nuovo modello ha carattere sperimentale e sarà sottoposto a monitoraggio, con la possibilità di essere progressivamente affinato sulla base dei risultati ottenuti e dell’evoluzione del quadro normativo e strategico. La revisione dell’assetto nasce dall’esigenza di aggiornare la struttura approvata nel 2021, tenendo conto delle novità legislative, dell’attuazione del Piano Strategico Metropolitano e del lavoro sviluppato negli ultimi anni su innovazione, digitalizzazione dei processi, gestione per progetti e integrazione dei sistemi di controllo.
La Città Metropolitana è chiamata a gestire competenze articolate che spaziano dallo sviluppo strategico del territorio all’edilizia scolastica, dalla mobilità sostenibile alla tutela ambientale, fino alle politiche per l’istruzione e le pari opportunità. Un quadro complesso che richiede, secondo l’Ente, strumenti organizzativi più efficaci e orientati alla creazione di valore pubblico.
Il sindaco metropolitano Vito Leccese ha sottolineato come, a oltre 10 anni dall’entrata in vigore della Legge Del Rio e in attesa di un riordino organico delle funzioni delle aree vaste da parte di Governo e Parlamento, la Città Metropolitana di Bari abbia scelto di anticipare il cambiamento dotandosi di un modello organizzativo moderno e flessibile. Leccese ha ricordato la recente firma dei nuovi contratti collettivi nazionali del comparto e della dirigenza delle funzioni locali e ha evidenziato l’importanza dell’approvazione unanime della macrostruttura, interpretata come segnale di condivisione tra maggioranza e opposizione.
Secondo il sindaco, l’Ente si presenta ora come più forte, competitivo e autorevole, pronto ad affrontare le sfide su infrastrutture, innovazione, transizione ecologica e coesione sociale.
La nuova macrostruttura punta a rafforzare il collegamento tra pianificazione strategica e gestione operativa, favorendo l’armonizzazione dei sistemi gestionali, l’interoperabilità tra i settori e la progressiva digitalizzazione dei procedimenti. Particolare attenzione è riservata al potenziamento dei controlli interni, alla trasparenza, alla tracciabilità dei processi amministrativi e alla valorizzazione delle competenze professionali.
I 4 settori di staff saranno Polizia Metropolitana; Affari Generali, Istituzionali, Legali, Valore Pubblico e Strategia Metropolitana; Programmazione Economica e Finanza Pubblica; Risorse Umane e Benessere Organizzativo, con funzioni trasversali di supporto e coordinamento strategico.
I 7 settori di line saranno invece Edilizia Scolastica e Genio Civile; Mobilità Sostenibile e Viabilità; Patrimonio e Valorizzazione Immobili Istituzionali; Stazione Unica Appaltante e Servizi a Rete; Transizione Ecologica e Tutela del Territorio e del Paesaggio; Promozione e Coordinamento dello Sviluppo Economico, Sociale e Culturale; Istruzione e Pari Opportunità Generazionali, direttamente impegnati nell’attuazione delle politiche pubbliche e dei programmi operativi.
Con questa riforma la Città Metropolitana di Bari compie un passo verso un’organizzazione più integrata e orientata ai risultati, con l’intento di accompagnare lo sviluppo del territorio metropolitano attraverso strumenti amministrativi adeguati alle sfide dei prossimi anni.
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