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Taranto
25 Febbraio 2026 - 15:32
Il MarTa di Taranto
TARANTO - La vertenza sulla vigilanza al Museo Archeologico Nazionale di Taranto riapre il confronto tra sindacati e direzione. FP CGIL e UILPA, con una nota diffusa il 25 febbraio 2026, denunciano che l’organizzazione delle aperture nei giorni festivi sarebbe stata definita senza una comunicazione ufficiale e senza un passaggio formale con la RSU del museo, parlando di una scelta che metterebbe a rischio le esigenze di tutela e sicurezza.
Secondo quanto segnalato dalle organizzazioni sindacali, la direttrice del MarTA avrebbe disposto l’apertura festiva con un numero di addetti alla vigilanza ritenuto non adeguato e avrebbe previsto di coprire la carenza facendo ricorso in modo “massiccio e prevalente” ai volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri in pensione. Nella stessa nota le sigle precisano che si tratta di persone considerate meritevoli, ma che, a loro giudizio, non sarebbero qualificate per un compito ritenuto particolarmente delicato come la vigilanza e la tutela del patrimonio culturale e degli stessi visitatori.
Nel documento intervengono Matteo Scagliarini, coordinatore regionale MIC per FP CGIL, e Francesco Villani, coordinatore provinciale MIC per UILPA, sostenendo che in questo modo verrebbe trasferita a un soggetto esterno una parte di attività che il Codice dei beni culturali prevede come competenza del personale interno.
La presa di posizione viene rafforzata anche da Cosimo Sardelli, segretario generale FP CGIL Taranto, e da Giuseppe Andrisano, segretario generale UILPA Taranto, che riportano i numeri dell’organico: al MarTA, a fronte di 50 unità di AFAV previste, ne sarebbero presenti 26, con 2 lavoratori a tempo determinato e part time indicati come prossimi alla scadenza contrattuale. Nella nota vengono segnalate inoltre ulteriori scoperture anche tra le professionalità tecniche, con riferimento ai restauratori.
I sindacati chiedono quindi un cambio di rotta, sostenendo che non servano soluzioni temporanee ma una politica strutturale fondata su assunzioni e stabilizzazioni. Nella parte conclusiva, FP CGIL e UILPA rivolgono una domanda al ministro Giuli, chiedendo se l’orientamento sia quello di riempire i luoghi della cultura con volontari o vigilanza privata, oppure di investire su personale qualificato attraverso un piano straordinario di occupazione, a partire dalla stabilizzazione dei precari.
La posizione sindacale si chiude con un appello a interventi ritenuti duraturi, sostenendo che la situazione rischierebbe di incidere non solo sulla tutela e conservazione, ma anche sulla fruizione di un patrimonio definito di grande valore.
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