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Carne equina, "Nessuno tocchi una tradizione che è cultura del territorio"

Il senatore di Forza Italia Dario Damiani critica le proposte di divieto e richiama tradizioni e occupazione in Puglia

Il sen. Dario Damiani

Il sen. Dario Damiani

BARLETTA - Il dibattito nazionale sul possibile divieto di macellazione e consumo della carne di cavallo arriva anche in Puglia e apre un confronto che coinvolge economia, tradizioni e sensibilità culturali. A intervenire è il senatore di Forza Italia Dario Damiani, che contesta le proposte legislative attualmente discusse a livello parlamentare.

Secondo il parlamentare, l’eventuale stop cancellerebbe abitudini radicate in diverse aree del Paese. “Le proposte di legge che mirano a imporre il divieto di macellazione e consumo di carne di cavallo nel nostro Paese non tengono conto delle tradizioni gastronomiche di molti territori come la Puglia, ma anche Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Campania, Lazio e Sicilia”.

Damiani evidenzia come il fenomeno non riguardi soltanto l’Italia ma anche altri Stati europei, nei quali il consumo equino è paragonabile a quello nazionale. Per il senatore, vietare improvvisamente questo alimento significherebbe incidere su un comparto produttivo radicato. “Vietare di colpo questo alimento significherebbe cancellare un’identità gastronomica e colpire una filiera economica tradizionale molto significativa per alcune realtà locali”.

Il riferimento è soprattutto alle piccole imprese del settore. Macellerie specializzate, allevamenti e attività collegate costituirebbero, secondo l’esponente politico, un tessuto diffuso con ricadute occupazionali rilevanti.

Nel suo intervento Damiani affronta anche l’aspetto nutrizionale, sostenendo le caratteristiche alimentari della carne equina. “Dal punto di vista nutrizionale va precisato che la carne equina è un alimento di alta qualità, ricca di proteine nobili, con un elevato contenuto di ferro biodisponibile, vitamine del gruppo B e Omega 3, povera di grassi e colesterolo”.

Il senatore richiama quindi alcune realtà pugliesi dove questa tradizione gastronomica è particolarmente radicata. Tra queste cita Santeramo in Colle, Terlizzi e Corato, oltre a centri del Salento e della provincia di Barletta Andria Trani, dove si sarebbero già attivati gruppi di consumatori e operatori economici. In questi territori, spiega, la produzione e la vendita di carne equina alimentano una rete di attività familiari e iniziative locali, spesso valorizzate anche da sagre capaci di richiamare migliaia di visitatori.

Per Damiani il confronto politico dovrebbe trovare un equilibrio tra sensibilità diverse. “Mi auguro che la politica non agisca sull’onda di emotività o ideologie, ma cerchi una sintesi tra rispetto delle tradizioni e sostegno alle imprese locali”.

Il parlamentare conclude assicurando l’impegno del proprio schieramento a tutela della filiera. “Difenderemo la libertà di scelta dei consumatori e la sopravvivenza di una filiera storica per la nostra economia regionale”.

Il tema resta quindi aperto tra tutela delle tradizioni e nuove sensibilità sociali, mentre il settore osserva con attenzione l’evoluzione delle proposte legislative che potrebbero incidere su abitudini radicate e su un comparto economico diffuso in diverse aree della regione.

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