BARI - Cresce la tensione nel comparto della sanità privata e delle residenze socio assistenziali. Le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Puglia denunciano una situazione definita non più sostenibile e accusano istituzioni e associazioni datoriali di non aver ancora affrontato il nodo del rinnovo contrattuale.
Secondo i rappresentanti dei lavoratori, il settore vive una fase di espansione e supplisce sempre più spesso alle difficoltà del servizio pubblico, ma il ruolo del personale continua a non trovare adeguato riconoscimento. I sindacati parlano di una realtà composta da migliaia di addetti distribuiti in oltre 15.000 strutture su scala nazionale, con un volume economico in crescita, a fronte però di condizioni contrattuali ferme da anni.
Il caso più critico riguarda le Rsa, dove il contratto collettivo manca da oltre 13 anni, mentre nella sanità privata il rinnovo è assente da oltre 7 anni. Una situazione che le sigle definiscono inaccettabile e che ha portato all’innalzamento dello stato di agitazione.
Le organizzazioni sindacali sostengono che il personale non possa diventare elemento di pressione nel confronto tra istituzioni e datori di lavoro. Dietro la vertenza, spiegano, non ci sono solo i diritti occupazionali ma anche la qualità del servizio garantito a una fascia fragile della popolazione, composta da anziani, disabili e persone sole che ricorrono sempre più frequentemente alle strutture private.
Secondo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl si tratta di una vera emergenza sociale. Il mancato aggiornamento delle tutele contrattuali rischia infatti di ripercuotersi sull’intero sistema assistenziale e sui cittadini che ne usufruiscono quotidianamente.
Le sigle annunciano quindi nuove iniziative e mobilitazioni, con l’obiettivo di ottenere il rinnovo dei contratti e assicurare stabilità sia ai lavoratori sia alle strutture, ritenute fondamentali per la tenuta del sistema sanitario e socio assistenziale.
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