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Bari
10 Febbraio 2026 - 12:51
Un arresto dei carabinieri di Bari
BARI - Dopo 23 anni arriva una svolta nell’omicidio di Danilo Abiuso, il 22enne assassinato nel novembre 2003 a Valenzano. I Carabinieri del Comando provinciale di Bari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Bari su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza nei confronti di due persone accusate di omicidio volontario premeditato in concorso, aggravato dal metodo mafioso e dalla minorata difesa della vittima.
Si tratta del 43enne Luigi Guglielmi e del 40enne Giovanni Partipilo, ritenuti gli autori dell'omicidio.
L’attività investigativa, sviluppata in più fasi dal Nucleo investigativo attraverso servizi di osservazione, pedinamenti e attività tecniche e supportata dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, ha consentito di individuare movente e presunti responsabili.
Secondo la ricostruzione accusatoria accolta dal Gip, la sera del 14 novembre 2003 il giovane si trovava all’interno della propria auto nel centro di Valenzano mentre era impegnato in una telefonata. Approfittando della distrazione, gli aggressori gli spararono contro almeno 8 colpi di pistola calibro 22, uccidendolo sul posto.
Il delitto si inserirebbe in un contesto più ampio di contrapposizioni criminali tra gruppi rivali. Gli inquirenti collocano l’azione nell’ambito della guerra di mafia contro il clan Strisciuglio, con il coinvolgimento diretto di appartenenti del clan Di Cosola e di alcuni loro familiari, all’epoca giovani affiliati del sodalizio.
Gli accertamenti hanno inoltre delineato un intreccio di vendette e tensioni interne ai gruppi criminali. Tre anni prima dell’agguato, il 21 settembre 2000, Abiuso sarebbe stato coinvolto nel ferimento all’addome di Luigi Guglielmi, allora esponente del clan Strisciuglio, episodio legato anche a questioni sentimentali. Successivamente, il 2 ottobre 2003, l’uccisione del 15enne Gaetano Marchitelli, vittima innocente colpita da un proiettile vagante, provocò nuove fratture negli ambienti malavitosi. Il giorno seguente la sorella sedicenne di Guglielmi venne aggredita da un affiliato dello stesso clan per alcune rivelazioni sul delitto, circostanza che avrebbe spinto l’uomo a passare con i Di Cosola e a pianificare la vendetta.
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