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Taranto

Tari, l’allarme delle imprese: "Così penalizziamo le attività esistenti e scoraggiamo nuove aperture"

Casartigiani chiede confronto al Comune su costi e anomalie delle cartelle

La Tari

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TARANTO - La gestione del ciclo dei rifiuti e la tariffa Tari diventano terreno di scontro tra amministrazione e imprese. A intervenire è Casartigiani Taranto che sollecita l’apertura del tavolo di confronto annunciato mesi fa e mai avviato, sostenendo che la questione non riguardi soltanto l’ambiente o la fiscalità ma incida direttamente sullo sviluppo economico della città.

Secondo l’associazione la tassa rifiuti rappresenta una scelta politica capace di influenzare investimenti e occupazione. Il segretario provinciale Stefano Castronuovo spiega che “la gestione della Tari non può essere considerata una voce tecnica di bilancio perché determina la capacità attrattiva del territorio” e aggiunge che “se un’impresa paga cinque sei o sette volte più dei comuni vicini sarà portata a investire altrove”.

Dall’analisi effettuata emergerebbero differenze rilevanti soprattutto nel comparto alimentare. A Taranto i costi medi oscillano tra 12 e 14 euro al metro quadro, mentre in diversi centri della provincia si attestano tra 5 e 6 euro. Per Casartigiani il divario rischia di penalizzare le attività esistenti e scoraggiare nuove aperture. “Le imprese sono il motore dell’occupazione e una tariffa equilibrata diventa una vera politica industriale locale” afferma Castronuovo.

Alle criticità sui costi si affiancherebbero problemi tecnici nelle cartelle. Circa il 25% delle posizioni esaminate presenterebbe anomalie come duplicazioni del tributo, avvisi riferiti a immobili inesistenti o notifiche indirizzate ad aziende cessate, oltre a incongruenze nelle anagrafiche comunali. L’associazione sottolinea la necessità di una revisione complessiva del sistema per rendere la gestione più efficiente e trasparente.

“Non è solo una questione economica ma anche amministrativa” prosegue il segretario, evidenziando che le imprese chiedono chiarezza dei dati e procedure moderne. Per questo viene rinnovata la richiesta di convocare con urgenza il tavolo con le associazioni di categoria per individuare soluzioni condivise e correggere le criticità.

In conclusione Castronuovo ribadisce che “una città che vuole attrarre investimenti deve offrire servizi efficienti e un sistema tariffario equo” sostenendo che la gestione dei rifiuti rappresenta una scelta strategica per la crescita del territorio e che Taranto non può permettersi di perdere ulteriori opportunità.

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