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L'intervento

JTF, i sindacati sollecitano i Comuni

Cgil, Cisl e Uil chiedono progetti sociali nell’Ambito 7 per non perdere i fondi della transizione

Nelle Rsa pugliesi sono ora obbligatorie le telecamere

Iniziative a sostegno delle persone fragili - archivio

TARANTO - Utilizzare le risorse del Just Transition Fund per servizi sociali e occupazione nei territori dell’arco orientale ionico. È la richiesta avanzata dalle segreterie territoriali di Cgil, Cisl e Uil ai sindaci di Avetrana, Lizzano, Manduria, Fragagnano, Maruggio, Sava e Torricella, agli assessori competenti e all’Ambito Territoriale Sociale 7.

Le organizzazioni sindacali hanno domandato chiarimenti sulle attività svolte in relazione al Piano territoriale per la Giusta Transizione 2021–2027 e alle possibili candidature progettuali. Il riferimento è alla delibera regionale n. 1208 dell’11 agosto 2025 che ha avviato la raccolta di proposte per opere pubbliche e servizi finanziabili con le risorse dell’Azione 2.8 del programma nazionale Just Transition Fund Italia.

Nel documento inviato agli enti locali si chiede un riscontro urgente sulle determinazioni assunte e sull’eventuale individuazione di immobili e interventi destinati alle persone fragili. Per i sindacati si tratta di una delle opportunità più rilevanti degli ultimi anni e non utilizzarla significherebbe rinunciare a risposte concrete per le fasce più vulnerabili.

Secondo Cgil Cisl Uil l’Azione 2.8 rappresenta una leva decisiva sia per lo sviluppo dei servizi sociali sia per la creazione di nuova occupazione. La mancata partecipazione ai finanziamenti verrebbe considerata un grave spreco di risorse, in un’area segnata da difficoltà economiche e sociali.

Le organizzazioni chiedono quindi di conoscere nel dettaglio le decisioni già prese dall’Ambito sociale e dai 7 Comuni e di sapere se siano state avviate analisi e confronti su progetti coerenti con le finalità del fondo. Al tempo stesso sollecitano trasparenza e coinvolgimento delle parti sociali nei processi decisionali.

Nel testo si evidenzia inoltre la preoccupazione per l’ipotesi, emersa durante il confronto sul Piano sociale di zona, di una possibile mancata adesione al bando regionale. Una scelta che, secondo i sindacati, avrebbe conseguenze pesanti per la comunità.

La richiesta finale è di cogliere pienamente le opportunità finanziarie disponibili attraverso una programmazione adeguata e condivisa, considerata un atto di responsabilità istituzionale verso i territori interessati.

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