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L'analisi

Tecnologia, potenza e futuro europeo: quale modello di sviluppo

Dal paragone con Hiroshima al dibattito sull’Europa federale fino alle conseguenze sociali ed economiche della crescita tecnologica

Bandiere dell'Unione europea

Bandiere dell'Unione europea

BARI - Quando avvenne la tragedia di Hiroshima si statuì contro ogni dubbio il collegamento tra tecnologia e potenza. È infatti evidente che è stata la tecnologia ad aver piegato il Giappone nonostante l’impegno e l’abnegazione se non l’eroismo dei militari nipponici che nulla hanno potuto contro le nuove tecnologie. Già lo si sosteneva da decenni ma gli americani utilizzarono le loro disponibilità tecniche e finanziarie per trasformare una idea in una realtà incontestabile. Se vuoi essere potente devi avere la bomba atomica e le tecnologie necessarie per essere ancora più cattivi.

Oggi Draghi in un discorso in una Università belga ripete lo stesso refrain e dice che l’Europa deve trasformarsi da Confederazione in Federazione per poter essere potente quanto gli altri e quindi dotarsi di una forza militare e industriale competitiva in grado di fare fronte a queste sfide. Questo abbiamo capito.

Sembra filare il discorso se non ci fossero due domande non da poco: ma si comincia a pensare ad una possibile guerra difensiva (o no?) contro gli americani o ai cinesi o per continuare questa contro i russi? La “potenza europea” cui si vuole tendere di chi sarà? Dei popoli europei o dei suoi capi?

Avere una potenza unitaria non cambierà nulla se non in peggio per i cittadini europei ma cambierà molto per i loro capi che potranno mostrare i muscoli - per esempio nel caso della Groenlandia- con chiunque. Circostanza che diviene una immensa nube se la si cala nel contesto tecnologico attuale che condanna il singolo cittadino alla condizione di un granello di sabbia in rapporto agli apparati pubblici e privati esistenti. Costruire -nella migliore delle ipotesi- un nuovo Napoleone o un altro Giulio Cesare per andare ad imbatterci in un confronto planetario ci sembra, sinceramente, una cosa improponibile; una vera stupidaggine.

Al contrario di queste lezioni ispirate dal passato peggiore forse si impara che la forza di un popolo e di una governance sta nell’immaginare un futuro migliore e quindi diverso dal passato; possibilmente più civile -almeno del presente- e quindi meno competitivo se non bellicoso. Lo stato della Chiesa per esempio da quando ha perso - contro la propria volontà e con la forza di armi omicide - il potere temporale riducendosi ad un fazzoletto di terra, è divenuta una potenza planetaria che se fosse diversamente ispirata potrebbe essere la maggiore del mondo. Senza armi, senza terra e senza unioni. E se avesse ancora quel Potere Temporale di una volta non avrebbe tanta influenza.

Ci sarebbe un mare di argomenti da trattare su questi temi ma sembra rubare tempo al lettore per la ovvietà indiscutibile dell’ormai avvenuto superamento della “filosofia” del “grande è bello ed è forte” laddove si vede ad occhio nudo che è mille volte meglio una banca o una società energetica piccola rispetto ad una grande. Al contrario, grande significa: costoso, inefficiente, inquinante, autoritario, illiberale, escludente, pericoloso per la indipendenza delle pubbliche Istituzioni e per la salute economica e fisica dei cittadini

Così come per le imprese vale il detto “troppo grandi per esistere” e anche per gli Stati vale lo stesso adagio alla vecchia Europa va il compito di elaborare un modello di economia e società diverso e sostitutivo di quello dimensionale prodotto da più di un secolo di crescita incontrollata della tecnologia al servizio di lor signori che non ci ha reso né migliori, né più felici distruggendo l’ambiente in cui siamo nati.

Un Pil che cresce quantitativamente grazie a nuovo debito creando periferie incontrollabili che senso ha? Che stupidaggine è consumare sempre di più e sempre peggio per creare rifiuti ingestibili, malattie incurabili e ambiente deteriorato ed irrecuperabile sapendolo e lamentandosene!? Ambire ad un mondo migliore perché si potranno gustare cibi mai visti prima come grilli fritti e bistecche create da una stampante che stupidaggine è? Buttare dalla finestra un piatto creato dalla dedizione di una moglie o di una mamma per favorire il risultato di un processo industriale teso al profitto estremo e non all’inestimabile valore del sorriso di una persona cara… che stupidaggine è?

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