BARI - Critiche ai primi interventi della nuova gestione sanitaria regionale arrivano dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, composto dal capogruppo Paolo Pagliaro e dai consiglieri Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro, Tonia Spina e Giampaolo Vietri.
Secondo i rappresentanti del partito, le linee adottate dal presidente Antonio Decaro e dall’assessore Donato Pentassuglia sarebbero state elaborate senza un confronto con il personale sanitario. Il gruppo parla di provvedimenti decisi dall’alto e comunicati tramite circolari, ritenuti insufficienti per affrontare le difficoltà degli ospedali e dei servizi territoriali.
Fratelli d’Italia sottolinea come il malcontento tra i professionisti sanitari sarebbe in crescita, in particolare tra medici di famiglia, pediatri, specialisti ambulatoriali e ospedalieri. Il metodo ritenuto necessario dal gruppo di opposizione è quello del confronto diretto con chi lavora nelle strutture, considerato l’unico modo per individuare soluzioni condivise.
Nel mirino anche il modello organizzativo fondato sulle case e sugli ospedali di comunità. I consiglieri evidenziano che le 121 strutture previste risultano ancora in fase di cantiere e pongono interrogativi sulla disponibilità di personale necessario a renderle operative.
Altro tema sollevato riguarda la riduzione delle liste d’attesa. Per Fratelli d’Italia l’aumento delle prestazioni deve essere accompagnato da adeguate retribuzioni per l’impegno straordinario dei medici e da un incremento degli organici. Senza queste condizioni, secondo il gruppo, si rischierebbe di favorire il ricorso al sistema privato convenzionato.
I consiglieri contestano inoltre le valutazioni sulle prescrizioni ritenute inappropriate, sostenendo che la prevenzione richiede esami diagnostici prima di escludere patologie rilevanti.
Il gruppo conclude chiedendo maggiore coinvolgimento degli operatori sanitari e investimenti economici e di personale, ritenuti indispensabili per affrontare le criticità della sanità pubblica regionale.
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