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Taranto

Rigassificatore al molo polisettoriale, "Schierarsi" chiama alla mobilitazione

L’associazione invita i cittadini a presentare osservazioni entro il 3 aprile 2026 e contesta utilità e sicurezza del progetto

Molo polisettoriale del Porto di Taranto

Molo polisettoriale del Porto di Taranto

TARANTO - L’associazione culturale Schierarsi interviene sul progetto del rigassificatore previsto sulla testata del molo polisettoriale, esprimendo forti dubbi sull’opera attualmente sottoposta a Valutazione di Impatto Ambientale. I cittadini potranno inviare osservazioni al Ministero dell’Ambiente entro il 3 aprile 2026.

Secondo il sodalizio cittadino l’impianto, da 12 miliardi di metri cubi standard, sarebbe inutile sia per il territorio sia per il Paese e presenterebbe potenziali criticità sotto il profilo della sicurezza. L’associazione richiama il rischio di incidenti rilevanti legati alla presenza di navi, ma anche possibili effetti concatenati con strutture industriali vicine come raffineria, parco serbatoi e pontile Eni.

Particolare attenzione viene rivolta anche alla collocazione dell’infrastruttura a breve distanza dalla futura Area Marina Protetta delle isole Cheradi e dal rifugio marino dei delfini del San Paolo gestito dalla Jonian Dolphin Conservation.

"Schierarsi" sostiene inoltre che il sistema energetico nazionale disponga già di infrastrutture sufficienti per il gas e che una nuova installazione aumenterebbe la dipendenza dall’estero, rallentando la transizione verso fonti rinnovabili.

Per queste ragioni l’associazione invita la cittadinanza a creare un fronte comune contro l’opera, ritenuta l’ennesimo intervento industriale gravoso per una città già esposta a impatti ambientali e industriali rilevanti.

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