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Taranto

Ex Ilva, Usb: "Necessaria la presenza diretta dello Stato per tutelare i lavoratori"

Il sindacato sollecita tavoli ministeriali e garanzie occupazionali, preoccupazione per appalti e contratti scaduti

Franco Rizzo

Franco Rizzo

TARANTO - La richiesta di estendere la cassa integrazione straordinaria per migliaia di addetti dell’acciaieria riaccende le tensioni sindacali sul futuro del polo siderurgico. A intervenire è Franco Rizzo, dell’esecutivo confederale Usb, che esprime forte preoccupazione per l’istanza presentata dai commissari di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria al Ministero del Lavoro per la proroga della Cigs destinata a 4450 lavoratori.

Secondo il sindacato la vertenza resta bloccata da mesi senza un confronto strutturato, mentre il negoziato sarebbe ancora legato alla trattativa con Flaks Group. In questo contesto, viene ribadita la necessità di una presenza diretta dello Stato sia per la tutela dei posti di lavoro sia per accompagnare i processi di decarbonizzazione dello stabilimento.

Usb chiede inoltre che nel futuro accordo rientrino tutte le categorie coinvolte, comprese le maestranze dell’indotto e i circa 1600 lavoratori ex Ilva in amministrazione straordinaria. Viene segnalata anche la situazione delle aziende dell’appalto e la mancata proroga di 200 e 250 contratti a termine scaduti a gennaio, elementi considerati indicativi di una condizione di crescente precarietà.

Per il sindacato la crisi industriale sta producendo ripercussioni sull’intero territorio e richiede l’apertura immediata di tavoli nazionali con Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Ministero del Lavoro. Tra le proposte avanzate figurano il riconoscimento della siderurgia come lavoro usurante e l’introduzione di incentivi all’esodo, misure ritenute necessarie per evitare un aggravamento della situazione economica e sociale della città.

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