Cerca

Cerca

Il caso

Marina Militare, appello a Crosetto: "Riassegnare a Taranto e Brindisi 3.000 lavoratori"

Il coordinamento nazionale della Cisl Fp Difesa richiama l’attenzione sul ruolo strategico dei lavoratori civili nella Marina. Ferri sollecita il coinvolgimento dei sindacati e un rafforzamento degli organici

L'ingresso dell'Arsenale della Marina Militare di Taranto (foto d'archivio)

L'ingresso dell'Arsenale della Marina Militare di Taranto (foto d'archivio)

TARANTO - Anche il futuro della Marina Militare a Taranto e del personale civile della Difesa sarà deciso nell’ambito del lavoro del Comitato strategico istituito dal ministro Guido Crosetto per la riforma delle Forze Armate. A ribadirlo è Massimo Ferri, esponente del Coordinamento Nazionale Cisl Fp Difesa, che richiama i contenuti di una nota già diffusa a livello nazionale.

Secondo quanto ricordato dal sindacato, il piano di riforma sarà sottoposto entro marzo all’esame del Consiglio dei Ministri e successivamente trasmesso al Parlamento. Un passaggio considerato decisivo anche per il personale civile della Difesa, che chiede di non restare ai margini del processo.

Abbiamo accolto con soddisfazione l’annuncio di un pieno coinvolgimento delle Forze Armate in tutte le fasi di analisi e costruzione del disegno di legge” afferma Ferri, sottolineando come lo stesso ministro abbia indicato la volontà di proseguire il confronto anche durante l’iter parlamentare. Da qui l’auspicio che “uno spazio di ascolto venga garantito anche ai lavoratori civili e alle loro rappresentanze sindacali” quando si entrerà nel merito della riorganizzazione del personale.

La Cisl Fp Difesa ha formalmente chiesto al ministro Crosetto di sostenere la partecipazione attiva delle organizzazioni sindacali nella definizione delle proposte di riforma. “Sarebbe incomprensibile che, dopo anni in cui la componente civile è stata indicata come essenziale, oggi venga esclusa da una fase così determinante per il futuro della Difesa” osserva Ferri.

Al centro delle richieste c’è anche il tema degli organici. Ai membri del Comitato strategico, a partire dai vertici degli Stati Maggiori, il sindacato chiede coerenza rispetto a posizioni sostenute da tempo, indicando come indispensabile un organico di almeno 30.000 dipendenti civili sull’intero territorio nazionale.

Nel documento viene inoltre chiamato in causa il ruolo delle istituzioni locali, soprattutto nei territori in cui la presenza della Difesa rappresenta un fattore produttivo e occupazionale rilevante. “Taranto e Brindisi, insieme a tutti gli altri territori del Paese, devono far sentire la propria voce in questa fase delicata” afferma Ferri, ricordando che le nuove scelte avranno ricadute anche sulla definizione degli organici.

L’attuale quadro nazionale, fissato dalla legge 244/12, prevede un organico di 20.000 unità, un dato definito ampiamente insufficiente e inferiore a quello degli altri Paesi europei. Ancora più critico il numero delle presenze effettive, oggi pari a 16.300 unità, di cui circa 6.000 provenienti dai ranghi militari per motivi di salute e non pienamente impiegabili.

Secondo la Cisl Fp Difesa, questa situazione comporta che numerose attività amministrative, tecniche, logistiche e industriali vengano svolte da personale militare o affidate a soggetti privati, con un aumento dei costi per la collettività e una riduzione del controllo diretto su strutture e infrastrutture sensibili.

Portare l’organico civile ad almeno 30.000 unità significherebbe riequilibrare la spesa e rafforzare una democrazia matura” conclude Ferri, evidenziando come tale scelta consentirebbe anche di riassegnare ai territori di Taranto e Brindisi circa 3.000 lavoratori, previsti dalle precedenti tabelle organiche ma oggi non più presenti.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Buonasera24

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Termini e condizioni

Termini e condizioni

×
Privacy Policy

Privacy Policy

×
Logo Federazione Italiana Liberi Editori