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Taranto

Boc comunali, “Sentenza favorevole, ma ora confronto sul futuro della città”

Il consigliere comunale invita l’Amministrazione ad aprire in Consiglio una discussione sull’uso degli accantonamenti, mentre Intesa Sanpaolo valuta il ricorso in Cassazione

Francesco Tacente

Francesco Tacente

TARANTO - La decisione della Corte d’Appello di Lecce che, sul contenzioso dei Buoni Obbligazionari Comunali, ha escluso l’obbligo per il Comune di Taranto di restituire le somme oggetto della causa viene accolta con soddisfazione dall’opposizione. A intervenire è il consigliere comunale Francesco Tacente, che definisce la pronuncia un passaggio importante per l’Ente e per la città.

Nel comunicato, Tacente parla di esito positivo per la comunità perché, a suo giudizio, consente di alleggerire un rischio finanziario che per anni avrebbe condizionato i bilanci comunali e, di riflesso, le prospettive di sviluppo di Taranto. Proprio per questo, aggiunge, si apre ora una fase che non può limitarsi a una lettura contabile: al contrario, sarebbe necessario avviare una riflessione ampia, trasparente e responsabile sul futuro della città e su come gestire le somme che il Comune aveva accantonato in attesa della definizione del giudizio.

Il consigliere richiama anche un ulteriore elemento che, a suo avviso, impone prudenza. Tacente evidenzia infatti la posizione assunta da Intesa Sanpaolo, che, secondo quanto comunicato pubblicamente, avrebbe annunciato l’intenzione di valutare un ricorso in Corte di Cassazione. Un passaggio che, nella lettura dell’opposizione, suggerisce di mantenere alta l’attenzione su possibili sviluppi giudiziari.

Da qui la richiesta politica rivolta all’Amministrazione: Tacente sollecita l’apertura in tempi rapidi di un confronto istituzionale in Consiglio comunale per chiarire se, quando e con quali modalità sia possibile programmare l’utilizzo delle somme accantonate. Nel documento, il consigliere chiede anche di individuare le priorità strategiche per il rilancio della città e di definire un percorso che assicuri che ogni scelta resti compatibile con un quadro giuridico che, allo stato, non viene considerato definitivamente chiuso.

Per Tacente, la fase che si apre rappresenta l’occasione per una valutazione complessiva sulle politiche di sviluppo, sugli investimenti ritenuti realmente utili alla comunità e sulla sostenibilità futura dei conti dell’Ente. L’appello conclusivo è a evitare decisioni e annunci affrettati, puntando invece su scelte ponderate, condivise e orientate al bene collettivo, senza abbassare la guardia rispetto a eventuali nuovi passaggi in sede giudiziaria.

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