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Bari
31 Gennaio 2026 - 07:54
La mobilitazione dell Smi, il Sindacato dei Medici italiani
BARI - La SMI ha avviato una formale iniziativa legale contro la Regione Puglia dopo il mancato riscontro alle reiterate richieste di incontro e convocazione. La Segreteria regionale del sindacato ha annunciato di aver inoltrato una diffida, tramite il proprio ufficio legale, chiedendo l’annullamento in via amministrativa, previa sospensione immediata, della determinazione regionale del 31 dicembre 2025 e di tutte le procedure conseguenti.
Contestualmente, Regione e ASL territoriali sono state messe in mora in relazione alle somme che i medici dichiarano di non aver percepito. Il sindacato ha inoltre preannunciato che seguiranno le richieste di pagamento avanzate dai singoli professionisti.
Al centro della contestazione c’è quanto avvenuto a fine anno. Proprio il 31 dicembre, senza alcun preavviso, gli uffici regionali hanno notificato a Medici di Medicina Generale e Pediatri convenzionati l’avvio di una procedura di recupero fondi per 31.596.156,67 euro, di cui 23.903.875,85 euro a carico dei medici di famiglia e 7.692.280,82 euro a carico dei pediatri. Una decisione definita dal sindacato “un regalo di fine anno inaccettabile”.
Secondo la Segreteria regionale SMI, «si tratta di un provvedimento errato nella forma e ancor più nel merito». Il sindacato sostiene che la determina disponga il recupero di somme mai corrisposte ai medici convenzionati e che si fondi su norme non applicabili alla medicina territoriale, oltre che su interpretazioni giuridiche ritenute arbitrarie. «Sono valutazioni – aggiunge SMI – già censurate dalla Corte Costituzionale, che sul tema si è espressa in modo inequivocabile nel 2015».
Nel documento diffuso, SMI denuncia inoltre un atteggiamento ostile e la chiusura al confronto da parte della Regione, ritenendo che l’assenza di dialogo su questioni centrali stia mettendo a rischio la tenuta del sistema sanitario pugliese. Tra le criticità ancora aperte vengono richiamate le liste di attesa, la definizione degli accordi per la Continuità Assistenziale e il 118, la riorganizzazione della medicina territoriale, la semplificazione burocratica e l’opposizione a controlli meramente ragionieristici dell’attività medica.
Temi che, secondo il sindacato, non riguardano solo la categoria, ma incidono direttamente sulla qualità dell’assistenza, con ricadute più pesanti sui cittadini fragili. «Ci saremmo aspettati dal nuovo presidente della Regione e dall’assessore alla Sanità un cambio di passo radicale e un’apertura al dialogo», afferma la Segreteria regionale SMI, sottolineando che tale svolta non si è ancora concretizzata.
Da qui la richiesta di convocazione immediata del tavolo sindacale istituzionale e di una soluzione rapida della vicenda. «La pazienza dei medici e dei cittadini non è infinita – conclude SMI – non consentiremo che la sanità pugliese venga governata attraverso atti unilaterali e vessatori».
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