TARANTO - Forte preoccupazione per il futuro del customer care arriva dalla Uilcom, dopo la decisione di Mediamarket di interrompere l’appalto con Teleperformance e di trasferire all’estero le attività di assistenza alla clientela. Una scelta che, secondo il sindacato, sarebbe stata assunta senza alcuna comunicazione ufficiale sulle nuove destinazioni operative delle commesse oggi gestite in Italia.
Nel territorio tarantino il comparto del customer care rappresenta una delle poche occasioni di lavoro stabile, garantendo occupazione a decine di famiglie. Ogni ridimensionamento o spostamento di attività produce quindi ricadute sociali immediate, incidendo su un equilibrio già fragile.
Teleperformance, già impegnata in una fase complessa, si trova ora a dover affrontare gli effetti di una decisione unilaterale del committente, adottata senza strumenti ritenuti sufficienti a garantire la piena tutela dei lavoratori coinvolti. La ricollocazione del personale impiegato sulla commessa Mediamarket su altre attività viene indicata come una misura necessaria per scongiurare licenziamenti, ma non come una soluzione strutturale né sostenibile nel lungo periodo.
Secondo quanto denunciato da Uilcom, l’intera operazione si sarebbe svolta in assenza di qualsiasi confronto sindacale, senza l’apertura di un tavolo preventivo e senza la trasmissione di informazioni chiare e trasparenti alle organizzazioni dei lavoratori sul futuro della commessa.
«La scelta di Mediamarket ignora il valore del lavoro svolto in Italia e non rispetta gli obblighi previsti dal contratto nazionale delle Telecomunicazioni e dalla normativa a tutela dell’occupazione», ha dichiarato Alfredo Neglia, segretario regionale UILCOM Puglia, evidenziando come siano oltre 50 le lavoratrici e i lavoratori a rischio tra Taranto e Roma.
Il sindacato segnala inoltre una possibile elusione della clausola sociale, prevista dalla legislazione vigente a partire dalla Legge 11 del 2016, che stabilisce procedure precise e tutele obbligatorie nei casi di cambio appalto e delocalizzazione delle attività. «Ogni trasferimento fuori dal Paese – ha aggiunto Neglia – deve essere sottoposto a un controllo rigoroso da parte delle istituzioni, soprattutto quando riguarda servizi rivolti al mercato italiano».
Secondo Uilcom, permettere che operazioni di questo tipo avvengano senza verifiche adeguate rischia di creare un precedente pericoloso, destinato ad avere effetti su tutto il settore del CRM e del BPO, con conseguenze potenzialmente estese a migliaia di addetti in Italia.
Da qui la richiesta di un intervento immediato del Governo, affinché Mediamarket venga richiamata alle proprie responsabilità e venga bloccato qualsiasi processo di trasferimento all’estero delle attività destinate ai clienti italiani, nel rispetto delle norme e dei diritti dei lavoratori.
«Non è in discussione soltanto un appalto – ha concluso Neglia – ma il rispetto delle regole e della dignità del lavoro. Senza tutele e responsabilità sociale, il costo di queste scelte ricade sempre sugli stessi».
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