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Il fatto

Ex Ilva, nuovo sit-in in piazza Castello: “Giù le mani da Taranto”

Associazioni e comitati tornano a mobilitarsi davanti a Palazzo di Città. Al centro della protesta il diritto della comunità a decidere sul futuro industriale, tra salute, ambiente e lavoro

Ex Ilva, nuovo sit-in in piazza Castello: “Giù le mani da Taranto” - foto di Francesco Manfuso

Ex Ilva, nuovo sit-in in piazza Castello: “Giù le mani da Taranto” - foto di Francesco Manfuso

TARANTO - Cartelli, slogan e immagini simboliche hanno accompagnato una nuova mobilitazione contro l’ex Ilva davanti al Municipio, in piazza Castello, dove si sta svolgendo il sit-in dal titolo “Giù le mani da Taranto”. L’iniziativa è stata promossa da Genitori Tarantini, Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, Lavoratori metalmeccanici organizzati e Terra Jonica.

Al centro della protesta la rivendicazione del diritto della città a decidere il proprio futuro, con particolare riferimento alla tutela della salute pubblica, alla difesa dell’ambiente e alla salvaguardia delle prossime generazioni. I promotori hanno ribadito la contrarietà a scelte calate dall’alto sul destino dell’area siderurgica.

Tra le 16 e le 18 è stata convocata un’assemblea pubblica aperta, pensata come momento di confronto per la redazione di un documento condiviso da consegnare al Piero Bitetti, con richieste puntuali sulle politiche industriali e sul futuro dello stabilimento.

Durante il sit-in sono stati esposti numerosi cartelloni. Uno di questi riportava una distinzione netta tra “colpevoli” e “innocenti” della vicenda industriale, indicando tra i primi Stato, Governo, istituzioni locali e sindacati, e tra i secondi bambini, cittadini e lavoratori dello stabilimento e dell’indotto.

Particolare attenzione ha attirato anche una vignetta del disegnatore Leonardo Zaza che raffigura Palazzo di Città insieme ai volti della premier Giorgia Meloni, del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, dell’ex governatore Michele Emiliano e del sindaco Bitetti, circondati da cittadini in protesta con cartelli recanti slogan contro l’ex Ilva e l’inquinamento.

Le associazioni promotrici denunciano quella che definiscono l’assenza di una reale prospettiva di risanamento e decarbonizzazione dell’impianto e ribadiscono la richiesta di una soluzione strutturale, che preveda la chiusura dello stabilimento in tempi brevi, la bonifica dell’area e l’avvio di alternative economiche sostenibili per il territorio, anche attraverso il reimpiego dei lavoratori diretti e dell’indotto.

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