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Taranto

Vestas Italia, stop di 30 giorni al trasferimento delle attività

C’è una tregua dopo la lunga mobilitazione: sospeso per un mese il piano di spostamento da Taranto a Melfi. Si riapre il confronto sul futuro dei lavoratori

Vestas Italia, stop di 30 giorni al trasferimento delle attività

La protesta davanti ai cancelli della Vestas Italia a Taranto

TARANTO - Una pausa di 30 giorni che congela, almeno per ora, il trasferimento delle attività di service e assistenza di Vestas Italia dallo stabilimento ionico verso San Nicola di Melfi, in provincia di Potenza. È questo l’esito del confronto svoltosi a Bari, nella sede della task force Lavoro della Regione Puglia, al termine di una vertenza che ha visto i dipendenti impegnati in 13 giorni di sciopero e in quasi 9 giorni di occupazione.

Al tavolo erano presenti le organizzazioni sindacali, i rappresentanti della multinazionale danese dell’eolico, il capo della task force Leo Caroli, l’assessore regionale allo Sviluppo economico Eugenio Di Sciascio e il vicesindaco di Taranto Mattia Giorno. Il confronto ha portato alla decisione di sospendere per un mese l’operazione di rilocazione, accogliendo una prima richiesta avanzata dai lavoratori.

Tra i punti considerati centrali dai sindacati c’è il blocco immediato dello spostamento dei materiali. Il magazzino di Vestas Italia a Taranto resterà invariato durante la tregua. A sottolinearlo è stato Davide Sperti della Uilm, chiarendo che nel periodo di sospensione non verrà trasferito alcun bene.

Il calendario del confronto è già stato fissato. A partire dal 3 febbraio sono previsti nuovi incontri per verificare la disponibilità dei dipendenti a un eventuale trasferimento in Basilicata e per discutere possibili incentivi. È stato inoltre stabilito che, per i lavoratori che dovessero rifiutare la rilocazione, l’altra società del gruppo presente a Taranto, Vestas Blades, dovrà riconoscere una priorità nell’ordine di selezione. Una garanzia che, come precisato dalle sigle sindacali, non costituisce un automatismo in termini di assunzione.

Il clima resta improntato a un cauto ottimismo. Secondo Sperti si è riaperto uno spazio di dialogo grazie alla mediazione istituzionale, pur restando forti le critiche alle modalità adottate dall’azienda, giudicate lesive del rapporto con lavoratori e territorio. Sulla stessa linea Pasquale Caniglia della Fiom Cgil, che definisce l’intesa raggiunta come un passo solo parziale, ribadendo la necessità di individuare soluzioni che mantengano occupazione e attività produttive a Taranto.

Nel corso dell’incontro l’assessore Di Sciascio ha richiamato l’urgenza di tutelare investimenti e posti di lavoro in una città già segnata da numerose crisi industriali. Da parte sua, Vestas Italia, rappresentata da un legale, ha difeso la correttezza della procedura di trasferimento sotto il profilo giuridico.

Ora l’attenzione si sposta sulla formalizzazione scritta dell’intesa, che dovrà essere messa a verbale nei prossimi giorni. La sospensione di un mese apre uno spazio negoziale delicato, nel tentativo di evitare che l’ennesimo pezzo di occupazione lasci la provincia ionica.

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