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Taranto

Liste d’attesa, la Cisl Fp denuncia: piani annunciati ma nessun confronto con i sindacati

Secondo la sigla sindacale, i piani aziendali per ridurre i tempi di attesa sarebbero già stati trasmessi alla Regione senza alcuna informativa ufficiale. Preoccupazione per l’impatto sull’organizzazione del lavoro e sui diritti del personale

Liste d’attesa, la Cisl Fp denuncia: piani annunciati ma nessun confronto con i sindacati

Una Tac

TARANTO - I piani aziendali per l’abbattimento delle liste d’attesa sarebbero già stati predisposti e trasmessi alla Regione, ma i sindacati denunciano di essere rimasti completamente all’oscuro. È quanto afferma la CISL FP Taranto Brindisi, che riferisce di aver appreso esclusivamente attraverso i social network e canali informali l’avvenuto invio, da parte di tutte le Aziende sanitarie pugliesi, compresa ASL Brindisi e ASL Taranto, dei piani sperimentali previsti dalla DGR n. 1/2026, il cui termine di presentazione era fissato per la giornata di ieri.

Una notizia di rilievo, sottolinea il sindacato, che tuttavia non è mai stata accompagnata da alcuna comunicazione ufficiale alle Organizzazioni sindacali. Nessuna informativa è stata fornita sui contenuti dei piani, sulle modalità operative o sull’impostazione organizzativa che le aziende sanitarie intenderebbero adottare.

Per la CISL FP un aspetto appare già chiaro: interventi di questo tipo incidono inevitabilmente sull’organizzazione del lavoro. Le ipotesi circolate parlano infatti di estensione degli orari ambulatoriali nelle fasce serali, di attività nei fine settimana, del recupero delle prestazioni oltre soglia, in particolare per le priorità U e B, e anche di ricoveri ospedalieri attualmente in lista d’attesa.

Misure che, secondo il sindacato, hanno un impatto diretto su orari di lavoro, carichi assistenziali, utilizzo del personale, prestazioni aggiuntive e sul delicato equilibrio tra vita professionale e vita privata dei lavoratori.

Sempre secondo quanto emerso informalmente, i piani sarebbero ora all’esame dell’Assessorato regionale, del Dipartimento competente e dell’AReSS, con l’obiettivo di una approvazione in Giunta nel giro di pochi giorni e l’avvio delle attività già dal 1 febbraio.

Un metodo che la CISL FP definisce inaccettabile. Il sindacato chiede trasparenza, corrette relazioni sindacali e un confronto preventivo, sollecitando l’immediata trasmissione delle informative dovute sui contenuti dei piani aziendali e l’apertura di un tavolo di discussione prima dell’avvio delle attività.

Ridurre le liste d’attesa, ribadisce la CISL FP, è un obiettivo condiviso. Ma perseguirlo senza regole, senza tutele e senza confronto rischia, ancora una volta, di far ricadere il peso dell’efficienza esclusivamente sulle lavoratrici e sui lavoratori.

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