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Il caso
27 Gennaio 2026 - 10:38
Il Tribunale di Trani - archivio
TRANI - Le difficoltà organizzative e la carenza di personale non possono in alcun modo tradursi nella sospensione o nel rinvio delle terapie sanitarie, soprattutto quando si tratta di minori affetti da disturbo dello spettro autistico. È quanto stabilito da una sentenza del Tribunale di Trani, che ha condannato la Asl Bt a garantire l’avvio immediato delle cure riabilitative, chiarendo che le mancanze di organico non possono essere addotte come giustificazione per negare le prestazioni sanitarie.
A richiamare l’attenzione su questo pronunciamento è l’Ordine TSRM e PSTRP (l’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione) delle province di Bari, Taranto e Barletta-Andria-Trani, attraverso il presidente Domenico Avezzano. Secondo l’Ordine, la decisione del Tribunale rappresenta un passaggio di rilievo nella tutela del diritto alla salute, ribadendo che la tempestività degli interventi terapeutici è parte essenziale del percorso di cura e non un elemento accessorio.
Il pronunciamento, viene evidenziato, rafforza un orientamento giurisprudenziale che incide direttamente sull’organizzazione dei servizi sanitari. “Questa sentenza dà finalmente voce alle famiglie che da tempo attendono risposte non più rinviabili”, afferma Vincenzo Dinisi, presidente della Commissione di Albo degli Educatori Professionali. Dinisi sottolinea come la soluzione indicata sia chiara: rafforzare gli organici pubblici, una richiesta già avanzata formalmente dall’Ordine nel dicembre 2024.
Già in quella fase, la Commissione aveva sollecitato chiarimenti sui tempi di attuazione della DGR Regione Puglia n. 628 del 2023, relativa al Piano regionale per la presa in carico delle persone con disturbo dello spettro autistico. Oggi, osserva l’Ordine, la pronuncia del Tribunale conferma che senza un numero adeguato di professionisti il diritto alla salute rischia di restare solo sulla carta.
Il presidente Avezzano ricorda che, in applicazione della DGR 627 del 2023, risultano attivati avvisi pubblici per logopedisti e terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva presso la ASL BT. Tuttavia, sottolinea, tali interventi devono essere inseriti in équipe realmente multidisciplinari, prevedendo in modo strutturale anche la figura dell’Educatore Professionale Sanitario, considerata centrale nei percorsi riabilitativi per l’autismo.
Alla luce della sentenza del Tribunale di Trani, l’Ordine TSRM e PSTRP e la Commissione di Albo degli Educatori Professionali rivolgono una richiesta chiara all’Azienda sanitaria. Viene sollecitata l’attivazione immediata di avvisi pubblici e concorsi per Educatori Professionali Sanitari, l’assunzione diretta dei professionisti per garantire continuità e qualità delle cure e una integrazione effettiva tra le diverse professionalità sanitarie, così da evitare che le famiglie siano costrette a ricorrere ai tribunali per ottenere diritti già riconosciuti.
“La sentenza segna un punto fermo”, conclude Avezzano. “Il tempo della cura è un diritto immediato ed esigibile. Ora spetta alle istituzioni sanitarie trasformare questo principio in scelte concrete”. Un richiamo che investe direttamente la responsabilità del sistema sanitario pubblico nella tutela dei diritti dei minori e delle loro famiglie.
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