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Regione Puglia

"Ecco tutte le vere ragioni per cui la sanità pugliese non può funzionare"

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Antonio Scianaro contesta le prime dichiarazioni dell’assessore Pentassuglia e chiede un cambio di rotta su programmazione, personale e servizi

Corsia di ospedale

Corsia di ospedale - archivio

FASANO - Riportare il dibattito sulla sanità pugliese su un terreno di verità, responsabilità e confronto concreto. È l’obiettivo indicato dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia e medico Antonio Scianaro, che interviene criticamente sulle politiche sanitarie regionali e sulle prime dichiarazioni del nuovo assessore alla Sanità Donato Pentassuglia.

Scianaro ribadisce la disponibilità del suo partito a collaborare per migliorare il sistema sanitario regionale, chiarendo però che collaborazione non significa silenzio né accettazione passiva. Secondo il consigliere, le parole dell’assessore risultano lontane dalla realtà vissuta quotidianamente da chi opera nel Servizio sanitario regionale, tra reparti ospedalieri, ambulatori territoriali e medicina generale.

Nel suo intervento, Scianaro osserva come, di fronte alle criticità ricorrenti del sistema, dalle liste d’attesa ai Pronto soccorso in difficoltà, fino alle Case di Comunità ancora inattive, la Regione continui ad attribuire le responsabilità al Governo centrale, ai cittadini o ai medici. Una lettura che, a suo giudizio, non tiene conto delle carenze strutturali e organizzative che caratterizzano la sanità pugliese.

Entrando nel merito delle singole questioni, il consigliere regionale sottolinea come il nodo delle liste d’attesa non possa essere ricondotto ai comportamenti dei cittadini o all’appropriatezza delle prescrizioni. La Puglia, ricorda, non raggiunge gli standard previsti dal DM 70, con una dotazione insufficiente di posti letto, personale carente, apparecchiature inutilizzate e un sistema CUP frammentato e inefficiente. In questo contesto, parlare di priorità inappropriate significherebbe, secondo Scianaro, scaricare le responsabilità su operatori e professionisti, quando il problema nasce da un sistema incapace di garantire percorsi chiari e tempi certi.

Analoghe criticità vengono evidenziate sul fronte delle Case di Comunità. Annunciate come uno dei pilastri della riforma territoriale, risultano, secondo il consigliere, prive di personale, modelli organizzativi e risorse, in contrasto con quanto previsto dal DM 77. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza, aggiunge, sarebbe stato utilizzato prevalentemente per interventi strutturali, senza attivare servizi concreti, con il risultato di edifici nuovi ma risposte sanitarie immutate.

Sul tema dell’emergenza-urgenza, Scianaro parla di una rete frammentata e senza una regia unica, con un numero eccessivo di centrali operative e una grave carenza di medici. Le condizioni di lavoro e le retribuzioni, a suo avviso, rendono poco attrattivi i concorsi, che spesso vanno deserti. Anche l’elevato numero di accessi autonomi ai Pronto soccorso viene interpretato non come un problema culturale, ma come la conseguenza di un territorio privo di alternative assistenziali efficaci.

Il consigliere richiama inoltre il tema dei posti letto, evidenziando come la Regione resti sotto i parametri nazionali, con strutture costantemente in saturazione. Una situazione che produce Pronto soccorso congestionati, ricoveri bloccati e un ulteriore allungamento delle liste d’attesa. In questo quadro, Scianaro critica il metodo di governo della sanità regionale, fondato su atti monocratici, circolari frequenti e tavoli tecnici ritenuti solo formali, con decisioni assunte senza valutare l’impatto reale sui servizi.

Secondo il consigliere di Fratelli d’Italia, negli ultimi anni il Dipartimento della Salute avrebbe spesso sostituito il ruolo della politica, assumendo decisioni autonome e riducendo il confronto democratico. Una deriva che, a suo giudizio, ha finito per marginalizzare professionisti e rappresentanza politica, escludendo in particolare la Medicina generale dai processi decisionali, nonostante il suo ruolo di primo presidio di prossimità.

Anche sul piano delle risorse economiche, Scianaro sostiene che il problema non sia la quantità dei finanziamenti, ma le modalità di allocazione e distribuzione. La Regione, afferma, non avrebbe programmato investimenti pluriennali, né destinato fondi adeguati a personale e servizi, utilizzando il PNRR come un piano edilizio piuttosto che come una riforma strutturale del sistema.

Per recuperare anni di ritardi, il consigliere indica la necessità di un cambio di metodo, basato su risorse regionali realmente dedicate, un’organizzazione coerente con i decreti DM 70 e DM 77, un piano straordinario di reclutamento e un confronto autentico e continuo con i professionisti del Servizio sanitario nazionale.

In conclusione, Scianaro afferma di avere un’idea di sanità fondata su trasparenza, programmazione e dialogo, ribadendo che la salute dei cittadini non può essere oggetto di propaganda né ostaggio della burocrazia. Se la Regione sceglierà la strada del miglioramento, assicura, troverà la sua disponibilità. In caso contrario, promette di denunciare ogni omissione, rivendicando per la Puglia un sistema sanitario all’altezza dei bisogni della comunità.

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