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Taranto

Tiscali, 50 uscite incentivate: l’allarme Uilcom sul lavoro nelle telecomunicazioni

Sottoscritte le conciliazioni per l’uscita volontaria dei dipendenti. Il sindacato chiede una strategia industriale di lungo periodo per evitare la perdita di competenze e occupazione nel territorio

Un call center  (foto d'archivio)

Un call center (foto d'archivio)

TARANTO - La segreteria regionale della Uilcom Puglia ha accompagnato con attenzione e rispetto il percorso delle 50 lavoratrici e dei lavoratori di Tiscali Taranto che, nella giornata di giovedì, hanno firmato a Bari gli accordi di conciliazione legati all’uscita volontaria incentivata prevista dal piano aziendale. Una scelta maturata all’interno di un comparto, quello delle telecomunicazioni, segnato da anni da processi di riorganizzazione e progressivo ridimensionamento.

Il segretario regionale Alfredo Neglia sottolinea come si tratti di decisioni individuali spesso difficili, che richiedono rispetto e ascolto. Nel rivolgere un augurio a chi ha deciso di intraprendere nuovi percorsi professionali, Neglia ribadisce però che il ruolo del sindacato e delle istituzioni resta quello di costruire condizioni di lavoro stabili, durature e di qualità, soprattutto in territori già segnati da fragilità occupazionali.

La Uilcom Puglia richiama l’attenzione sul progressivo indebolimento del tessuto lavorativo, con un impatto particolarmente evidente sulle fasce più giovani della popolazione, spesso costrette a lasciare il territorio. I dati statistici più recenti descrivono un mercato del lavoro regionale in difficoltà, con una diminuzione complessiva degli occupati nella fascia 15-74 anni rispetto all’anno precedente, stimata in oltre 10.000 unità nel 2025, e un tasso di occupazione che si mantiene di poco superiore al 50%.

Nel contesto tarantino, il settore ICT e delle telecomunicazioni coinvolge alcune migliaia di addetti, inseriti in realtà produttive considerate particolarmente vulnerabili anche alla luce dei processi di riconversione industriale legati al Just Transition Fund. Secondo Neglia, questa dinamica rischia di tradursi in una perdita strutturale di competenze e professionalità, aggravata dai piani di riorganizzazione e uscita che stanno interessando diversi grandi gruppi del comparto.

Il quadro nazionale conferma le difficoltà del settore TLC. Le analisi dell’AGCOM descrivono un mercato sostanzialmente stabile sul piano dei ricavi, ma ancora caratterizzato da una forte pressione competitiva, soprattutto nel segmento mobile, e da una riduzione dei costi del personale legata al calo degli addetti. A ciò si aggiunge quanto evidenziato dal Rapporto Assintel 2025, che segnala una crescita della spesa ICT business concentrata prevalentemente nelle regioni del Nord, con benefici che faticano a riflettersi sul Mezzogiorno.

Per la Uilcom Puglia, il momento impone un cambio di rotta. Affidarsi esclusivamente a strumenti emergenziali o al ricorso sistematico agli esodi incentivati, conclude Neglia, non è più sostenibile. Serve una visione industriale di lungo periodo e un patto sociale fondato su lavoro, formazione e sostenibilità, in grado di accompagnare la transizione digitale senza scaricarne i costi su lavoratrici, lavoratori e territori come Taranto.

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