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La ricorrenza

Craxi morì in esilio da uomo libero

Il 20 gennaio un dibattito sull’attualità del suo pensiero

Bettino Craxi ad Hammamet

Bettino Craxi ad Hammamet

Sono passati 26 anni dalla scomparsa di Bettino Craxi, protagonista centrale della storia politica italiana del Novecento. Aveva 66 anni quando morì il 19 gennaio 2000, ad Hammamet, dove viveva in esilio dopo le vicende giudiziarie che segnarono la fine della Prima Repubblica e travolsero anche il Partito Socialista Italiano. Un anniversario che riapre il dibattito su una figura ancora oggi centrale nella memoria politica del Paese.

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ROMA - Bettino Craxi morì il 19 gennaio 2000 ad Hammamet, ostacolato dalla Procura di Milano, guidata da Francesco Saverio Borrelli. Non poté rientrare in Italia per curarsi di un grave male, poiché la politica si piegò al diktat di trattarlo da detenuto, anche in caso di ricovero al San Raffaele di Milano. Così Craxi morì da uomo libero ma in esilio, in solitudine, come altri grandi riformisti socialisti della storia. Il leader socialista divenne il capro espiatorio della Prima Repubblica, costretto a vivere lontano dall’Italia che aveva tanto amato e che gli fu matrigna. Ad Hammamet, Craxi condivise idealmente il destino di altri esiliati illustri, come lo scrittore francese Georges Bernanos, entrambi accomunati dal desiderio di libertà e dalla lotta contro ingiustizie e regimi oppressivi. A 26 anni dalla sua morte, la figlia Stefania e il figlio Bobo hanno commemorato, in giorni distinti, Craxi ad Hammamet, insieme a compagni e amici.

Martedì 20 gennaio la comunità socialista si riunirà da remoto per un dibattito sull’attualità del suo pensiero. L’adesione massiccia mostra che la damnatio memoriae verso Craxi sta finendo, e cresce una forte domanda di socialismo.

Gli italiani, stanchi di un pensiero debole, cercano un pensiero forte, autonomo e distinto dalle polarizzazioni attuali. Se vincesse il No al referendum, strumentalmente, avremmo una svolta illiberale, ma è come cercare farfalle sotto l’Arco di Tito. Le associazioni del No a corto di argomentazioni si arrampicano sugli specchi.

I socialisti marcano la loro autonomia all’interno del Si e non si fanno coinvolgere dal No, le cui finalità sono corporative, conservative e manipolatrici di pensieri che sono sul versante del Si.

Per ora fermiamoci qui: le somme si tireranno insieme, dopo il referendum. Viva il socialismo, nel ricordo di Bettino Craxi.

di Biagio Marzo e Alfredo Venturini

Nel pomeriggio di domani, martedì 20 gennaio, alle ore 16,30, un evento online che sarà possibile seguire anche su Buonasera24.it su "Attualità del Pensiero politico di Bettino Craxi". 

Coordina il dibattitto Alfredo Venturini
Introducono Fabrizio Cicchitto, Luca Josi, Antonio Gozzi
Conclude Claudio Signorile

Interverranno. Salvo Andò, Franco Borgia, Giuliano Cazzola, Bobo Craxi, Gianni Crema, Angelo Cresco, Mauro Del Bue, Giulio Di Donato, Michele Drosi, Ugo Finetti, Carlo Lodovico Fiordaliso, Walter Galbusera, Ercole Incalza, Felice Iossa, Simonetta Lorusso, Biagio Marzo, Riccardo Nencini, Gianni Pittella, Sergio Pizzolante, Sandro Principe, Maria Rosaria Ranieri, Donato Robilotta, Alessandra Servidori, Angelo Sollazzo, Roberto Spano, Saverio Zavettieri,

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