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Bari
18 Gennaio 2026 - 06:45
Frutta e ortaggi
BARI – Un appello diretto alle istituzioni europee per cambiare rotta sulle politiche commerciali e sulle scelte economiche dell’Unione arriva dalla Flai Cgil Puglia e dalla Alpaa Puglia. In una lettera simbolica indirizzata a chi rappresenta l’Europa, Antonio Ligorio e Antonio Macchia denunciano il rischio di concorrenza sleale e rivendicano il valore del biologico pugliese come patrimonio collettivo fondato su sostenibilità, trasparenza e legalità.
La Puglia viene indicata come locomotiva verde d’Italia, con 318.000 ettari coltivati a biologico, un risultato che, secondo le due organizzazioni, non ha solo un peso produttivo ma anche sociale. Nelle campagne pugliesi, viene ricordato, la lotta al caporalato è un impegno quotidiano, condiviso da sindacati, istituzioni e imprese che hanno scelto di porre la dignità del lavoro al centro delle proprie attività.
Questo modello, però, rischia di essere compromesso da accordi commerciali come il Mercosur, che potrebbero consentire l’ingresso nel mercato europeo di prodotti provenienti da Paesi privi di adeguate tutele sindacali e standard ambientali. Una prospettiva che, secondo Flai Cgil e Alpaa, finirebbe per penalizzare proprio chi rispetta le regole, favorendo pratiche basate sullo sfruttamento e sull’assenza di controlli.
Il segretario generale Antonio Ligorio parla di una contraddizione profonda con i valori europei. «Aprire il mercato a merci prodotte attraverso lo sfruttamento significa tradire i principi fondativi dell’Unione», afferma, sottolineando che non può esistere un biologico credibile senza legalità, né un cibo sano se ottenuto in condizioni di ingiustizia. Per Ligorio è inaccettabile che i produttori onesti vengano messi in difficoltà da chi opera senza tutele e senza regole.
Sulla stessa linea il presidente Antonio Macchia, che richiama il principio della reciprocità come base indispensabile di un mercato equo. «Il primato del biologico pugliese non può essere sacrificato a logiche commerciali che ignorano diritti e ambiente», osserva, evidenziando come senza standard comuni non possa esistere concorrenza leale e come l’Europa sia chiamata a scegliere se difendere chi produce nel rispetto delle regole o chi approfitta dell’assenza di tutele.
La lettera indirizzata all’Unione Europea viene presentata non solo come un atto di denuncia, ma come una richiesta di responsabilità politica. Flai Cgil Puglia e Alpaa Puglia chiedono di garantire condizioni eque di mercato, bloccare l’ingresso di prodotti ottenuti attraverso lo sfruttamento e sostenere concretamente i piccoli produttori che investono nella trasparenza delle filiere e nella dignità del lavoro. Difendere il biologico pugliese, ribadiscono Ligorio e Macchia, significa difendere la legalità contro ogni forma di abuso. «Non è solo una questione agricola, ma il modello di società che l’Europa intende promuovere», concludono, richiamando un’idea di sviluppo in cui profitto, diritti e tutela della terra procedano insieme, senza compromessi.
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