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Taranto

Lazzàro replica a Bitetti: “Vent’anni di errori, ora basta scaricare colpe”

Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia risponde alla lettera del sindaco alla premier Meloni e accusa l’amministrazione di mancanza di visione e responsabilità

Luca Lazzàro

Luca Lazzàro

TARANTO - È una replica dura e articolata quella del consigliere comunale di Luca Lazzàro, esponente di Fratelli d’Italia, alla lettera inviata dal sindaco Piero Bitetti alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella quale Taranto viene definita “emergenza nazionale”.

Secondo Lazzàro, la condizione critica della città non può essere attribuita all’attuale esecutivo. “Taranto è davvero un’emergenza – afferma – ma non perché il Governo Meloni si sarebbe girato dall’altra parte”. Per il consigliere, le radici della crisi sono ben più profonde e affondano in “oltre 20 anni di governo della stessa area politica” che oggi, sostiene, tenterebbe di “scaricare le proprie responsabilità”.

Nel suo intervento, Lazzàro richiama le difficoltà sanitarie, ambientali, industriali e sociali della città, sottolineando come non si tratti di problemi recenti. “La crisi che oggi viene raccontata non è nata ieri – osserva – è il risultato di scelte sbagliate, rinvii e immobilismo che hanno segnato una stagione lunghissima”.

Di segno opposto, a suo giudizio, l’azione dell’attuale Governo, che avrebbe introdotto una discontinuità nella gestione della vertenza dell’ex Ilva. Lazzàro cita la causa civile promossa dai commissari straordinari di Acciaierie d’Italia contro ArcelorMittal, pari a circa 7 miliardi di euro, per la gestione dello stabilimento tra il 2018 e il 2024. “Una scelta di verità e responsabilità che nessun governo precedente aveva mai avuto il coraggio di compiere”, afferma.

Nel mirino anche l’ultimo provvedimento economico, che destina 149 milioni di euro per il 2026 alla continuità operativa degli impianti, con risorse utilizzabili anche nel caso in cui la cessione a terzi non si concluda entro il 30 gennaio. Un intervento che, secondo il consigliere, dimostrerebbe l’impegno dello Stato mentre, sul fronte locale, l’amministrazione comunale sarebbe ferma. “Dopo 7 mesi di governo comunale non c’è una visione industriale, né una strategia di sviluppo”, accusa.

Lazzàro parla di occasioni perse e di investitori che si sarebbero allontanati, citando i casi di Renexia e Vestas, e descrive un Comune che “si limita a scrivere lettere a Roma per coprire la propria incapacità di decidere”.

Particolarmente netta la presa di posizione sul riferimento, contenuto nella lettera del sindaco, alla tragedia sul lavoro avvenuta all’ex Ilva. “Strumentalizzare una tragedia sul lavoro per alimentare polemiche politiche è moralmente inaccettabile”, dichiara il consigliere, ribadendo che il tema della sicurezza “merita serietà e soluzioni, non propaganda”.

La conclusione è un appello diretto alla classe dirigente locale. “Taranto ha bisogno di dire la verità ai cittadini e costruire una prospettiva reale di sviluppo”, afferma Lazzàro, sintetizzando la sua posizione con parole che suonano come una linea politica netta: “Meno lettere e meno alibi. Più responsabilità, più coraggio, più futuro”.

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