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Taranto

Ex Ilva, Bitetti scrive a Meloni: ora un incontro urgente

Il sindaco sollecita Palazzo Chigi non solo sul siderurgico ma anche sulle emergenze sanitarie, ambientali e occupazionali. “Taranto è un’emergenza nazionale”

Ex Ilva, Bitetti scrive a Meloni: ora un incontro urgente

Il sindaco Piero Bitetti in aula consiliare - foto di Francesco Manfuso

TARANTO - Il sindaco di Taranto Piero Bitetti ha inviato una nota ufficiale alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per sollecitare un incontro istituzionale urgente dedicato alla situazione del territorio jonico, definita dal primo cittadino come una crisi profonda e strutturale sotto il profilo industriale, sociale e occupazionale.

Nel documento, il sindaco ricorda di aver già avanzato in passato analoga richiesta, rimasta però senza seguito concreto. Bitetti evidenzia come, nonostante gli impegni assunti negli anni, le risposte attese dalla città non siano mai arrivate, lasciando irrisolti nodi cruciali legati alla sanità, all’ambiente, al lavoro e alla tenuta sociale.

Un passaggio centrale della comunicazione è dedicato alla sicurezza nei luoghi di lavoro, tema tornato drammaticamente attuale dopo l’ennesima tragedia avvenuta nello stabilimento siderurgico. Il sindaco scrive di essere rimasto “nuovamente e profondamente scosso” da un evento che ha colpito l’intera comunità tarantina, sottolineando come non sia più tollerabile assistere a incidenti mortali senza un cambio di passo deciso.

Nella lettera, Bitetti chiede alla presidente del Consiglio di assumere un ruolo diretto nell’apertura di un confronto istituzionale capace di produrre scelte chiare e risultati tangibili. “Questa di Taranto è una emergenza nazionale e come tale merita di essere finalmente trattata”, si legge nella nota, con il richiamo esplicito al fatto che la risoluzione della vertenza tarantina avrebbe effetti rilevanti sull’intero sistema industriale ed economico del Paese.

Il primo cittadino ribadisce infine la disponibilità dell’amministrazione comunale a collaborare in modo leale e costruttivo, confidando in un “sincero interesse” da parte del governo e restando in attesa di una convocazione che consenta di affrontare, in modo organico, una crisi che da anni segna il presente e il futuro della città dei Due Mari.

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