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Taranto

Ex Ilva, botta e risposta tra M5S e Fratelli d’Italia

Dopo le critiche del senatore Mario Turco, il deputato jonico Dario Iaia replica richiamando le scelte dei governi precedenti e difendendo la linea annunciata da Giorgia Meloni sulla vendita del gruppo siderurgico

Ex Ilva al bivio

Ex Ilva - archivio

TARANTO - Sul futuro dell’ex Ilva si accende un nuovo confronto politico tra Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia. Alle dichiarazioni del senatore pentastellato Mario Turco fa seguito una replica dura del deputato tarantino di Fratelli d’Italia, Dario Iaia, che respinge ogni critica rivolta all’attuale esecutivo sulla gestione del dossier industriale.

Iaia prende posizione dopo le affermazioni di Turco, commentando quanto dichiarato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso della conferenza stampa di inizio anno. Secondo il parlamentare di FdI, Meloni avrebbe chiarito che il Governo non intende sostenere operazioni di vendita considerate penalizzanti, sottolineando al tempo stesso di aver ereditato una situazione già fortemente compromessa da decisioni assunte negli anni precedenti.

Nel mirino finiscono le scelte politiche adottate durante i governi guidati da Giuseppe Conte, con particolare riferimento al ruolo svolto dallo stesso Turco nella gestione della vicenda ex Ilva. Iaia parla di impostazioni ritenute illogiche ed economicamente dannose, accusando l’allora classe dirigente di aver affrontato un nodo industriale di portata nazionale con leggerezza, come se si trattasse di una questione amministrativa di ordinaria gestione.

Il deputato di Fratelli d’Italia richiama inoltre le posizioni assunte nei confronti del gruppo ArcelorMittal, ricordando le dichiarazioni di scontro frontale e la successiva transazione raggiunta, che a suo giudizio avrebbe prodotto effetti negativi sia per lo Stato sia per i lavoratori, arrivando a coinvolgere 1.700 addetti dell’Ilva in Amministrazione Straordinaria destinati alla disoccupazione.

Nel suo intervento Iaia rievoca anche la campagna elettorale del 2018, quando il Movimento 5 Stelle avrebbe raccolto consensi a Taranto e in provincia promettendo la chiusura dello stabilimento siderurgico e una radicale riconversione dell’area. Promesse che, secondo il parlamentare, non avrebbero trovato alcuna attuazione, nonostante l’ascesa di Conte alla guida del Governo e la nomina di Turco a sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

Alla luce di questi precedenti, Iaia conclude sostenendo che il Movimento 5 Stelle non avrebbe titolo per impartire lezioni sulla gestione dell’ex Ilva, definendo le critiche attuali come prive di credibilità rispetto alle responsabilità maturate negli anni passati.

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