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Il fatto

Marina Militare e sindacati a confronto, a Taranto il Capo di Stato Maggiore

Incontro nella Base Navale di San Vito. Sul tavolo piano industriale, organici civili e servizi al personale

Le navi della Marina Militare a Taranto

Le navi della Marina Militare a Taranto

TARANTO - Un confronto diretto e senza reticenze si è svolto oggi alla Base Navale di San Vito tra le organizzazioni sindacali e il nuovo Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Giuseppe Berutti Bergotto. Al centro dell’incontro, le criticità che interessano il territorio ionico e quello di Brindisi, successivamente sintetizzate dalla Cisl Fp in un documento della segreteria territoriale.

L'ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare

Per Taranto e Brindisi, ha ribadito il sindacato, la tenuta industriale della Difesa rappresenta un nodo vitale. È stato chiesto con forza di superare la fase delle incertezze e di rendere noto un piano industriale chiaro per gli Stabilimenti Industriali e per l’Arsenale, capace di delineare prospettive, competenze e un rapporto equilibrato con l’industria privata. Il timore espresso è che le strutture della Marina possano ridursi a contenitori svuotati di competenze, con un trasferimento di conoscenze verso soggetti esterni senza ricadute positive sull’economia e sull’occupazione locale.

In questo quadro, la Cisl Fp ha sottolineato la necessità di un’analisi comparativa dei costi tra attività svolte internamente e servizi esternalizzati, ribadendo che i lavoratori civili rappresentano una risorsa strategica e sostenibile, da valorizzare e non da dismettere. La carenza di personale civile viene definita drammatica, con una situazione che continua a essere emergenziale.

Nel corso del confronto è stata condivisa con il Capo di Stato Maggiore una valutazione critica sul sistema del Ministero della Difesa, evidenziando come al fallimento della legge 244 del 2012 debbano seguire iniziative più incisive sia sul piano militare sia su quello istituzionale. L’obiettivo indicato dalla Cisl Fp Difesa è il ripristino degli organici civili a 30.000 unità, soglia ritenuta indispensabile per evitare che il territorio perda almeno 2.000 posti di lavoro.

Il sindacato ha chiarito che Taranto e Brindisi non accetteranno tagli occupazionali e ha chiesto la riapertura della vertenza Difesa con il coinvolgimento delle istituzioni locali. Al centro delle richieste anche concorsi più rapidi, con banche dati aggiornate e un numero di posti adeguato alle reali esigenze.

Particolare attenzione è stata dedicata al personale già transitato, definito una risorsa umana preziosa, per il quale è stato sollecitato un impiego anche nelle attività logistiche e di supporto, dalla vigilanza ai servizi portuali, fino alla gestione di centrali elettriche e impianti tecnologici. Un utilizzo ritenuto essenziale per evitare ulteriori e costose esternalizzazioni.

Sul fronte dei servizi e del benessere del personale civile, la Cisl Fp ha denunciato criticità nella gestione degli Organismi di Protezione Sociale, con riferimento particolare a Saint Bon e alla Sezione Nautica. Secondo il sindacato, nel tempo queste attività avrebbero perso la loro funzione originaria, trasformandosi in strumenti di carattere speculativo, arrivando al caso della vendita, definita un errore, di parte dello stabilimento di Saint Bon, una vicenda che resta ancora aperta.

La richiesta è quella di restituire la gestione delle attività sociali ai lavoratori civili e alle loro famiglie, per recuperare lo spirito autentico della protezione sociale dopo anni di criticità. La mobilitazione della Cisl Fp Taranto Brindisi, guidata dal segretario territoriale Umberto Renna, viene confermata come ancora in corso, a tutela dell’occupazione, delle competenze e del futuro industriale del territorio.

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