BARI - Un pomeriggio all’insegna della tradizione artistica presepiale e del confronto culturale e spirituale si è svolto il 5 gennaio, nei locali della biblioteca della Parrocchia di San Ferdinando. L’Associazione Liberi Lettori, insieme al Gruppo Presepisti di San Nicola, ha presentato la mostra dei presepi curata da Attilio Canta, architetto, cultore della storia e dell’arte presepiale e presidente dei Presepisti di San Nicola.
L’incontro, coordinato da Marco Glaciale, ha registrato una partecipazione numerosa e attenta, sviluppandosi non solo intorno alla storia di un’arte spesso considerata ingiustamente minore, ma anche su temi legati alla fede, all’universalità del messaggio cristiano e alla sua attualità, in continuità con le radici più antiche del pensiero occidentale.
Nel corso dell’iniziativa, Antonio Bonasora ha dato lettura della relazione sull’universalità del messaggio cristiano redatta da Mimmo Belvito, assente per impegni concomitanti. L’apertura dei lavori è stata affidata a Lino Larocca, che ha proposto una riflessione ampia e appassionata sulla centralità del Natale e sul valore del presepe nella rappresentazione della Natività.
Numerosi e articolati gli interventi che si sono susseguiti nel corso del pomeriggio. Tra questi, quello del direttore editoriale del gruppo Barisera Canio Trione, che ha affrontato il tema della latinità confluita nella cristianità, soffermandosi sull’attualità del magistero sociale della Chiesa e sul suo radicamento nella filosofia precristiana, richiamando i contenuti della Rerum Novarum.
La parte conclusiva dell’incontro è stata dedicata a un viaggio nella storia dell’arte del presepe, dal Seicento ai giorni nostri, raccontata da Attilio Canta attraverso l’evoluzione delle diverse scuole e tradizioni presenti nelle varie regioni italiane. Un percorso che ha restituito il senso profondo di una forma espressiva capace di attraversare i secoli mantenendo intatto il proprio valore culturale e simbolico.
La mostra dei presepi si è quindi trasferita negli spazi del Palazzo San Michele, a Bari Vecchia, dove resterà visitabile fino al 2 febbraio, con apertura pomeridiana nelle giornate di venerdì, sabato e domenica.
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