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L'intervento

Suicidi in carcere, “Taranto nomini il garante dei detenuti”

Il consigliere comunale dell’Udc Emiliano Messina richiama i dati nazionali e il caso avvenuto a fine anno nel carcere Magli. Sovraffollamento e fragilità al centro della denuncia

Emiliano Messina

Emiliano Messina

TARANTO - I numeri dei suicidi nelle carceri italiane impongono una riflessione profonda e non più rinviabile. A sostenerlo è Emiliano Messina, consigliere comunale dell’Unione di Centro, che richiama l’attenzione su una emergenza sociale e umanitaria aggravata anche da un episodio avvenuto nel territorio jonico.

Nel corso del 2025, spiega Messina, sono stati registrati circa 80 suicidi negli istituti penitenziari italiani, uno dei bilanci più drammatici degli ultimi anni. Tra gli ultimi casi dell’anno appena concluso rientra anche quello avvenuto a Taranto il 26 dicembre, all’interno del Carcere Carmelo Magli.

Secondo il consigliere comunale, questi dati non possono essere letti come episodi isolati, ma come il risultato di condizioni strutturali critiche. Il primo nodo è quello del sovraffollamento carcerario: a livello nazionale, a fronte di 46.000 posti disponibili, la popolazione detenuta supera le 63.000 unità. Una situazione che nel carcere di Taranto assume contorni ancora più evidenti, con circa 800 detenuti ospitati in una struttura pensata per 400 posti.

Accanto alla carenza di spazi, Messina richiama una serie di fattori che spesso concorrono a spingere i detenuti verso gesti estremi. Tra questi vengono indicati l’isolamento affettivo, accentuato durante le festività, la perdita di speranza, l’assenza di prospettive legate al futuro e la difficoltà di reggere lo stress della vita carceraria.

Il principio da cui partire, ribadisce l’esponente dell’Udc, è che la privazione della libertà non può tradursi in una lesione della dignità personale. Anche in carcere deve essere garantito un percorso che rimetta al centro la persona, attraverso iniziative capaci di restituire equilibrio e attenzione ai bisogni umani fondamentali.

Alla luce di queste considerazioni, Messina sollecita il sindaco Piero Bitetti a procedere alla nomina del garante dei detenuti, una figura che, ricorda, era stata annunciata come impegno nei primi 100 giorni di mandato. Un atto che viene definito non solo simbolico, ma necessario e responsabile, per contribuire al miglioramento del sistema carcerario locale.

Per il consigliere comunale, le istituzioni hanno il dovere di intervenire affinché il carcere non sia solo luogo di espiazione della pena, ma anche spazio in cui vengano tutelati i diritti della persona e le possibilità di reinserimento sociale, elementi indispensabili per evitare che il disagio si trasformi in tragedia.

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