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Il caso
05 Gennaio 2026 - 15:45
I binari della stazione ferroviaria di Taranto
TARANTO - Un divario infrastrutturale che continua a penalizzare due città strategiche della Puglia. È il giudizio espresso dai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Paolo Pagliaro e Renato Perrini, che tornano a puntare l’attenzione sulla carenza dei collegamenti tra Lecce e Taranto, sia sul fronte stradale sia su quello ferroviario.
Secondo i due esponenti di opposizione, Lecce e Taranto restano gli unici capoluoghi così vicini ma privi di un collegamento stradale a 4 corsie, una condizione che definiscono inaccettabile. Una criticità più volte segnalata già nella scorsa legislatura, con richieste di completamento e messa in sicurezza della statale 7 ter Bradanico-Salentina, ma che, a loro giudizio, non ha trovato risposte concrete da parte della Regione.
Pagliaro e Perrini ricordano come una mozione approvata nel luglio 2022 sia rimasta di fatto lettera morta, a causa della mancata revisione dell’analisi costi-benefici da parte del Nucleo di valutazione regionale. Un passaggio ritenuto fondamentale per inserire l’opera tra le priorità e accedere ai finanziamenti statali. Al momento, sottolineano, l’unico tratto a 4 corsie è quello di 17 chilometri tra San Pancrazio e Manduria, mentre il nuovo progetto della Bradanico-Salentina continua a registrare ritardi e rinvii.
Nel dettaglio, i consiglieri evidenziano come non sia ancora previsto il collegamento a 4 corsie tra San Pancrazio e Lecce, mentre andrebbe avviata la cantierizzazione della bretella che da Manduria dovrebbe innestarsi sulla statale 7 tra Grottaglie e Taranto. Un quadro che, a loro avviso, compromette la dignità dei pendolari e frena lo sviluppo economico di due territori chiave del Salento.
Gravi criticità vengono segnalate anche sul fronte ferroviario. Per coprire circa 100 chilometri tra Lecce e Taranto servono fino a 2 ore, con cambio obbligato a Brindisi, una situazione definita inadeguata per un’area che ambisce a essere competitiva.
Le ricadute negative, secondo Pagliaro e Perrini, coinvolgono lavoratori e professionisti che devono raggiungere sedi istituzionali e produttive come la Corte d’Appello di Lecce, la Soprintendenza, l’Università del Salento, Acciaierie d’Italia, la base navale della Marina Militare e il porto di Taranto. A soffrirne sarebbero anche agricoltura e turismo, dai territori del primitivo e del negroamaro all’olivicoltura e alla litoranea salentina, settori che potrebbero crescere con infrastrutture moderne ed efficienti.
Per i due consiglieri regionali, il deficit di collegamenti rappresenta un gap strutturale da colmare definitivamente. Da qui l’annuncio di una nuova azione di pressione sulla Regione, chiamata, secondo Fratelli d’Italia, ad assumersi con urgenza la responsabilità di colmare un ritardo che pesa su mobilità, economia e qualità della vita.
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