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Bari
05 Gennaio 2026 - 10:58
Il Canale Valenzano a Bari
BARI - Una presa di posizione netta arriva dal Circolo Legambiente Eudaimonia Bari APS, che interviene nel confronto pubblico sulla proposta di realizzare un nuovo Centro Comunale di Raccolta in un’area adiacente al Canale Valenzano. Secondo l’associazione, si tratta di una decisione di grande impatto per la comunità e per l’equilibrio ecologico locale, destinata a produrre conseguenze difficilmente reversibili.
Il circolo esprime ferma opposizione alla localizzazione individuata, ritenuta incompatibile con la vocazione naturalistica dell’area e potenzialmente lesiva della qualità della vita dei residenti del quartiere limitrofo. Le motivazioni, viene precisato, non hanno carattere ideologico, ma si fondano su valutazioni ambientali e sociali che, a giudizio di Legambiente, non possono essere ignorate in una pianificazione territoriale responsabile.
Nel documento si sottolinea come la valutazione degli impatti ambientali e sociali debba rappresentare il fulcro delle scelte strategiche, e non un semplice adempimento formale. Nel caso del sito individuato lungo il Canale Valenzano, i rischi evidenziati vengono considerati superiori ai benefici attesi. Tra le principali criticità segnalate figurano il possibile inquinamento del suolo e delle acque, legato alla natura stessa di un centro di raccolta, le emissioni odorose e l’eventuale produzione di percolato, con ripercussioni sull’habitat fluviale.
Ulteriori preoccupazioni riguardano il disturbo alla fauna locale, determinato dall’aumento del traffico, dal rumore e dalle attività operative, elementi che potrebbero alterare gli equilibri di un corridoio naturalistico ritenuto di rilievo. Viene inoltre evidenziato il degrado paesaggistico e visivo che deriverebbe dall’inserimento di una struttura di tipo industriale in un contesto rinaturalizzato, con una svalutazione complessiva dell’area.
Secondo il circolo, tali impatti si tradurrebbero anche in una compromissione diretta dei diritti dei residenti, che vedrebbero peggiorare le proprie condizioni di vita e il diritto a un ambiente salubre. Un quadro che, sempre secondo Legambiente, solleva interrogativi sulla coerenza del progetto con il sistema normativo vigente, pensato proprio per prevenire situazioni di questo tipo.
Pur riconoscendo che, per la tipologia di impianto, il progetto potrebbe non essere soggetto a Valutazione di Impatto Ambientale obbligatoria, l’associazione chiarisce che ciò non esonera l’amministrazione dal rispetto dei vincoli ambientali esistenti. Viene richiamata, in particolare, la DGR Puglia n. 130, che individua le aree non idonee per impianti di gestione dei rifiuti, includendo zone naturalistiche prossime a centri abitati o corsi d’acqua, una descrizione che, secondo Legambiente, coincide con l’area scelta. A questo si aggiungono i vincoli connessi alla vicinanza al corso d’acqua, che imporrebbero forti limitazioni a nuove edificazioni e attività potenzialmente inquinanti.
Il circolo precisa di non essere contrario alla realizzazione dei Centri Comunali di Raccolta, riconosciuti come strumenti strategici anche dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti della Puglia per migliorare la raccolta differenziata e contrastare l’abbandono illecito. La contestazione riguarda esclusivamente la scelta del sito, giudicato inadeguato e in contrasto con i principi di precauzione e tutela ambientale.
Secondo Legambiente, la vera sostenibilità non può essere perseguita sacrificando ecosistemi fragili e benessere delle comunità, e una amministrazione lungimirante dovrebbe avere il coraggio di rimettere in discussione decisioni ritenute errate, costruendo alternative condivise con il territorio.
Alla luce delle criticità evidenziate, il circolo rivolge un appello diretto all’Amministrazione comunale, chiedendo la sospensione immediata dell’iter autorizzativo per consentire un riesame approfondito del progetto e l’apertura di un tavolo pubblico di confronto con residenti, comitati di quartiere e associazioni ambientaliste, finalizzato all’individuazione di siti alternativi realmente idonei.
Il comunicato viene definito un atto di responsabilità civica, con l’obiettivo di prevenire una scelta ritenuta potenzialmente dannosa e di vigilare con attenzione sull’evoluzione della vicenda.
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