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L'intervento
05 Gennaio 2026 - 07:23
Piazza Fontana
TARANTO - Duro affondo del Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle contro l’operato dell’attuale maggioranza di governo e, in particolare, contro l’onorevole Dario Iaia, accusato di sottrarsi alle responsabilità politiche e di alimentare una narrazione ritenuta distante dalla realtà della città. Secondo i pentastellati, mentre centinaia di ex lavoratori Isola Verde restano privi di qualsiasi sostegno al reddito, il deputato continuerebbe a presentare come risultati dell’attuale esecutivo una serie di interventi già definiti in precedenza.
Il Movimento chiarisce che i progetti del CIS per la Città Vecchia non sono riconducibili all’azione del Governo Meloni, ma sono stati finanziati, progettati e avviati durante il Governo Conte II, sotto il coordinamento dell’allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Mario Turco, con delega al Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto. L’attuale esecutivo, viene sostenuto nel comunicato, non avrebbe introdotto nuove risorse né avviato ulteriori interventi strutturali.
Secondo il gruppo territoriale, i cantieri proseguiranno esclusivamente perché già coperti finanziariamente, ma la città avrebbe oggi bisogno di fondi aggiuntivi per far fronte all’aumento dei costi legati all’inflazione e alle revisioni prezzi. Una situazione che, sempre secondo il Movimento 5 Stelle, rischia di compromettere opere già previste, come la riqualificazione di piazza Fontana. A oltre 3 anni dall’insediamento dell’attuale Governo, viene sottolineato, non sarebbe arrivato un solo euro in più per Taranto.
Nel mirino anche la comunicazione istituzionale, definita come marketing politico, basata su video e immagini di rendering giudicati superati e non corrispondenti ai progetti esecutivi attualmente in vigore. Materiale che, secondo il Movimento, alimenterebbe aspettative senza riscontro concreto nei cantieri.
Il comunicato richiama poi l’attenzione su una crisi sociale e di sicurezza sempre più marcata. La perdita di posti di lavoro, l’assenza di politiche efficaci di sostegno al reddito e un ridimensionamento della presenza dello Stato contribuirebbero a un clima di crescente insicurezza. A questo si aggiunge la denuncia, già avanzata dai sindacati delle forze dell’ordine, di una carenza strutturale di oltre 200 unità di personale nella provincia, una situazione che inciderebbe negativamente sul controllo del territorio e sulla prevenzione dei reati.
Il Movimento 5 Stelle parla di ipocrisia nel dibattito sulla sicurezza, se non accompagnato da uomini, mezzi e investimenti adeguati, così come ritiene contraddittorio affrontare il tema della rigenerazione urbana senza garantire lavoro, coesione sociale e una presenza concreta delle istituzioni.
Nel documento, il gruppo territoriale ribadisce l’intenzione di continuare a denunciare la distanza tra la narrazione politica della maggioranza e la vita quotidiana dei cittadini, chiedendo risposte immediate e verificabili sulle emergenze sociali, economiche e sul fronte della sicurezza. La conclusione è netta: Taranto ha bisogno di scelte politiche chiare, investimenti reali, assunzioni e nuova occupazione, non di annunci e promesse ritenute prive di effetti concreti.
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