Cerca

Cerca

Taranto

Orrore in un casolare, donna segregata e legata perché si rifiuta di prostituirsi

Blitz della Squadra Volante la mattina di Capodanno: arrestato un 19enne accusato di sequestro di persona e violenze

Una volante della Polizia

Una volante della Polizia

TARANTO - È stata segregata in un casolare abbandonato, privata dell’acqua e legata a una sedia con lacci e nastro adesivo a caviglie e polsi per aver rifiutato di prostituirsi. È l’incubo vissuto da una donna soccorsa dagli agenti della Squadra Volante nella mattinata di Capodanno, al termine di un intervento rapido che ha consentito di arrivare nel giro di poche ore all’arresto del presunto responsabile.

In cella è finito un 19enne di origine gambiana, individuato al termine di una indagine lampo condotta dalla polizia. La notizia è stata anticipata dalla Gazzetta del Mezzogiorno. Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire una vicenda di estrema violenza, culminata nel salvataggio della donna, trovata in condizioni di grave sofferenza fisica e psicologica.

L'intervento degli agenti di Polizia è scattato dopo che le urla della donna hanno attirato l'attenzione di una pattuglia della Squadra Volante. Entrati nel casolare, gli agenti si sono trovati davanti a una scena drammatica: la vittima era immobilizzata con lacci e nastro adesivo alle caviglie e ai polsi, in stato di forte choc. Liberata e accompagnata in Questura, ha raccontato agli investigatori mesi di soprusi.

Secondo quanto emerso dagli atti dell’inchiesta, l’uomo dovrà rispondere di sequestro di persona, stalking, lesioni aggravate e tentata violenza sessuale. La donna, stando alla ricostruzione investigativa, si sarebbe opposta con fermezza all’ordine di concedersi a un altro uomo. Quel rifiuto avrebbe scatenato la reazione brutale dell’indagato.

Sempre secondo le accuse, il 29enne avrebbe iniziato a insultarla e minacciarla, arrivando a dirle che l’avrebbe spogliata e lasciata nuda in quelle condizioni. La violenza sarebbe poi degenerata con aggressioni fisiche, durante le quali l’uomo l’avrebbe afferrata per la gola e colpita con una cintura.

L’intervento degli agenti ha interrotto una situazione che, secondo gli inquirenti, avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi. La donna è stata messa in sicurezza, mentre per l’uomo si sono aperte le porte del carcere.

Per tutti gli aggiornamenti clicca qui

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Buonasera24

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Termini e condizioni

Termini e condizioni

×
Privacy Policy

Privacy Policy

×
Logo Federazione Italiana Liberi Editori