Cerca

Cerca

Il caso

Aggressione al 118, scatta l'arresto in differita

Ancora un grave episodio, gli operatori: «Siamo lasciati soli»

ambulanza-118-m-1

Ambulanza del 118

È stato arrestato e posto ai domiciliari il 51enne di Sava che si sarebbe reso protagonista di una violenta aggressione agli operatori del 118. L'uomo  è stato arrestato dai Carabinieri  che avevano raccolto testimonianze e inviato l'informativa al pm di turno. Successivamente il gip Benedetto Ruberto ha applicato il decreto legge che prevede l'arresto in flagranza in differita per chi i responsabili delle aggressioni al personale sanitario.

A ricostruire quanto accaduto è l'Usb: «Allertati dalla centrale operativa del 118 per una paziente di 83 anni, non cosciente, in codice rosso, gli operatori sanitari si sono diretti tempestivamente da Manduria a Sava. Per arrivare ci sono voluti circa 7/8 minuti ma, già all’arrivo, il figlio della donna mostrava evidenti segni di esagitazione; infatti, ancor prima che i soccorritori potessero scendere dal mezzo, già aveva iniziato a tirare pugni al vetro dell’ambulanza, lato guida. L’intervento di altri parenti ha calmato l'uomo e ha quindi consentito agli operatori di scendere dal mezzo e mettere in atto le manovre per il massaggio cardiaco sulla paziente. Per l’anziana, in arresto cardiaco all’arrivo dei sanitari, non c’è stato purtroppo nulla da fare. Il figlio ha dunque reagito nuovamente in maniera aggressiva spintonando l’operatrice che è stata costretta a fare ricorso alle cure del Pronto Soccorso, riportando una lussazione al polso. Per l’uomo è scattato subito l’arresto oltreché la denuncia».
«L’Unione Sindacale di Base - afferma il Coordinamento Sanitaservice 118 Taranto - solidarizza con la lavoratrice aggredita e invita le istituzioni a considerare che, sui mezzi di soccorso, quella degli autisti/soccorritori è spesso l’unica figura presente. Quasi sempre assente il medico, in molti casi anche l’infermiere. Fatto che determina la diretta esposizione di una categoria di “invisibili” al rischio di aggressioni. Invisibili perché troppo spesso non considerati, valorizzati e protetti come si dovrebbe. Un appello dunque affinché non vengano dimenticati gli operatori sanitari che forniscono il primo soccorso in situazioni di emergenza e per i quali non è prevista alcuna protezione».

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Buonasera24

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Termini e condizioni

Termini e condizioni

×
Privacy Policy

Privacy Policy

×
Logo Federazione Italiana Liberi Editori