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Le polemiche sulla nomina del nuovo consiglio d'amministrazione

«Si vuole portare l'Amiu alla privatizzazione?»

L'ipotesi del consigliere comunale Gianni Liviano, che parla di scelte fatte secondo criteri della «più becera spartizione politica»

Gianni Liviano

Gianni Liviano

Le bordate contro l'amministrazione comunale dopo la nomina del nuovo consiglio d'amministrazione dell'Amiu (ribattezzata Kyma Ambiente) arrivano anche dal centrosinistra. Il consigliere comunale Gianni Liviano, ex capogruppo del Pd e oggi in aperto contrasto con le linee dell'amministrazione, parla senza mezzi termini di «criterio della più becera spartizione politica» nella scelta dei nuovi amministratori dell'azienda per il servizio dei rifiuti. 
«Non ci è chiaro infatti - afferma Liviano - se siamo di fronte ad una riedizione della trasmissione televisiva “Oggi le comiche”, in cui  l’amministrazione comunale di Taranto, attore protagonista dello spettacolo, decide di  premiare il presidente uscente dell’Amiu, una società in una situazione prefallimentare, i cui bilanci faticano a rispondere a criteri di veridicità, di prudenza e di correttezza, i cui concorsi per l’assunzione del personale  sono stati interrotti da un’incursione della squadra mobile di Taranto  (mentre si stava consumando  l’ipotesi di reato di truffa aggravata allo Stato da parte di alcune persone), con la raccolta differenziata che ha i livelli peggiori d’Italia, con la tassa per lo smaltimenti rifiuti a i livelli massimi possibili  e con la città  che non è mai stata così sporca nella sua storia recente. Se è per  questi evidenti meriti acquisti sul campo che il presidente Mancarelli è stato confermato alla guida della società non c’è nulla da dire.  Bisogna dare l’onore al merito all’amministrazione comunale di Taranto per la scelta».
«Ma, scherzi a parte - si domanda Liviano - quale criterio ha adottato l’amministrazione comunale di Taranto, socio unico della società Amiu, nella scelta di confermare Mancarelli? Il criterio, con tutta evidenza, non  è quello di premiare  il più bravo, ma il più fedele. Ma questo  non basta.  Mancarelli, che del consiglio direttivo è il presidente, non è l’unico componente. A lui  si aggiungono, nel consiglio direttivo, altre due persone: uno indicato da un consigliere comunale di opposizione, pronto all’occorrenza ad andare in soccorso di una maggioranza sempre più debole, divisa e scriteriata, e dall’altro una gentile signora con qualche pregressa candidatura politica in partiti appartenenti all’attuale maggioranza. Anche in questi casi la scelta è basata su meri criteri di opportunità politica, senza nessuna attenzione verso capacità, competenza, meriti. Può l’amministrazione comunale di Taranto essere così irresponsabile da privilegiare le appartenenze partitiche alle competenze e al merito in  un momento in cui, con tutta evidenza, la società Amiu è in grandissima crisi, e avrebbe bisogno di un management attrezzato e capace?».
Liviano prova a dare una risposta: «O il sindaco e i suoi collaboratori sono davvero in una situazione di così forte confusione» oppure esiste «un’altra strada possibile, l’altra faccia del bivio».
«L’altra faccia del bivio - ipotizza il consigliere Liviano - potrebbe essere che ad arte si stia portando la società pubblica Amiu a schiantarsi contro il muro, per consentire a privati di subentrare e prendere in mano la gestione dei rifiuti nella nostra città». In questo caso la nomina del nuovo consiglio d'amministrazione «potrebbe essere una scelta voluta, pensata, e strumentale ad un’altra scelta: la privatizzazione della società Amiu».  
«Sarà il tempo - conclude il consigliere - a dirci quale delle due ipotesi si avvicinerà maggiormente alla verità e l’augurio è ovviamente di essere smentiti in entrambi i casi da un consiglio direttivo che, contro le previsioni, possa dimostrarsi efficace ed efficiente.  Purtroppo la storia al momento dice altro e dice per esempio che la mia conferenza stampa di qualche mese fa, quella in cui dissi che la modalità di conduzione e la gestione contabile dell’Amiu, era particolarmente improbabile e pericolosa, raccontava cose che si sono tutte tristemente verificate. Qualunque sia l’epilogo di questa storia, rimane il fatto che la spocchia e l’arroganza e l’improvvisazione manifestate dagli attuali amministratori, io non l’ho vista mai nel passato, neanche quando a governare c’era la destra più becera e violenta».
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