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Operazione carabinieri

Cocaina calata dai balconi, 8 arresti. Tutti i nomi

I retroscena del blitz, il traffico tra Tamburi, Massafra e Crispiano

Carabinieri

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Spacciavano droga calandola con il cestino dal balcone: otto arresti.
Quattro sono finiti in carcere, gli altri quattro ai domiciliari.La cocaina veniva acquistata nel rione Tamburi per poi essere smerciata a Massafra e Crispiano. Il blitz antidroga è stato condotto, ieri all’alba, dai carabinieri della Compagnia di Massafra i quali hanno notificato ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Taranto, Benedetto Ruberto, su richiesta del sostituto procuratore, Francesca Colaci. Gli otto arrestati e gli altri sei indagati a piede libero devono rispondere a vario titolo, di acquisto, detenzione e vendita di sostanze stupefacenti.

In carcere sono finiti il quarantaquattrenne tarantino Luca Fago, il trentaquattrenne massafrese Maurizio Sportelli, il trentase ienne massafrese Angelo Mastrangelo e il quarantaquattrenne massafrese Fabio Grosso. Arresti domiciliari, invece, per il ventiduenne massafrese Giuseppe Caldaralo, il ventitreenne massafrese Mario Caponio, il trentanovenne crispianese Fabio De Girolamo e il trentaseienne massafrese Giuseppe Aloisio. Nelle corso dell’operazione i carabinieri della Compagnia di Massafra sono stati supportati da unità antidroga del Nucleo Cinofili di Modugno.

L’indagine, coordinata dalla Pro- cura di Taranto è stata condotta dall’Aliquota operativa della Compagnia di Massafra, con sistemi tradizionali, come servizi di appostamento e di pedinamento e attraverso sofisticate attività tecniche ed ha consentito di acqui- sire gravi indizi di colpevolezza riguardo ad una attività illecita, che avrebbero messo sui presunti pusher i quali, i rifornendosi da canali tarantini localizzati nel rione Tamburi, avrebbero creato una rete di spaccio di cocaina, rivolta ad acquirenti residenti a Massafra e Crispiano.

“preoccupato dalle contingenze del periodo storico che registravano uno scontro tra famiglie tarantine per la supremazia territoriale... 

Nel corso delle attività investigative è stato riscontrato un singolare “patto criminale” tra un fornitore e un indagato massafrese, trentatrenne che, come scrive il gip nell'ordinanza, “preoccupato dalle contingenze del periodo storico che registravano uno scontro tra famiglie tarantine per la supremazia territoriale, e quindi timoroso di essere coinvolto in un filone di indagini che potesse riguardare anche il suo fornitore, presentava a quest’ultimo un altro concittadino massafrese, indicandolo come suo sostituto”; dunque, pattuendo con il suo fornitore la continuazione dell’attività illecita con il suo sostituto, coś estromettendosi da quella specifica attività mediante una sorta di “passaggio di consegne”.

I presunti pusher utilizzavano un linguaggio criptico per indicare la droga: “una ventina di casse di arance”; “una cosa grossa”; noi quattro”; “due bambini piccoli”; un piatto ricco per sei cristiani”; “una paio di caffè piccoli”; “un coso” ; “la pallina”; “il servizio”. Le indagini, inoltre, hanno già consentito di arrestare in flagranza di reato due persone, segnalarne alla Prefettura altre 10 per uso di sostanza stupefacente, sequestrare 320 grammi di cocaina, nonché documentare un consolidato “modus operandi” di alcuni indagati: cedere la droga dal balcone delle rispettive abitazioni, in alcuni casi anche con l’uso di un cestino che, soprattutto nelle ore notturne, veniva calato per vendere le dosi di stupefacente ai vari acquirenti che sopraggiungevano a piedi o a bordo di auto.

Quanto agli altri indagati, quelli non raggiunti dalla misura cautelare, il gip sottolinea che “pur svolgendo un ruolo ancillare rispetto alla posizione dei soggetti maggiormente implicati, hanno comunque preso parte a molteplici episodi di rilievo penale”. Contestualmente all’esecuzione dei provvedimenti restrittivi, sono state eseguite alcune perquisizioni domiciliari finalizzate all’individuazione di sostanze stupefacenti o di eventuali proventi derivanti dalla vendita illecita.

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