Cerca

Cerca

Don Cosimo Quaranta presenta “Pienezza"

Don Cosimo Quaranta

Don Cosimo Quaranta

“Pienezza”, quale massima aspirazione dell’uomo, che è quella alla felicità, nell’anima e nella vita di tutti i giorni, nelle sue esigenze materiali. Dio, infatti, ci ha creati per essere felici, anche nelle (o forse, nonostante) le difficoltà quotidiane, da cui non si può, purtroppo, prescindere. Questo grande desiderio di pienezza di ognuno viene efficacemente trattato dal teologo tarantino don Cosimo Quaranta, dottorando presso la Pontificia Università Urbaniana (Roma), esaminando il mistero dell’Ascensione nella sua opera prima dal titolo “Pienezza” per l’editrice Tau. La chiarezza del linguaggio, la scorrevolezza nella lettura e il coinvolgimento diretto del lettore aiutano – anche il meno addetto ai lavori – a entrare nella ricerca teologica e spirituale, facendo assaporare in profondità ogni passaggio. In queste pagine l’indagine è condotta su tre livelli: storico-letterario, biblico-esegetico, antropologico-spirituale. L’autore tiene a evidenziare come lo studio dell’Ascensione non tende a un’esercitazione puramente filosofica, ma a ha a che fare con la vita di ogni giorno. La novità nello studio di tale avvenimento è la riscoperta e la valorizzazione dell’elemento umano. Ciò viene evidenziato nel fatto che Gesù, salendo al Cielo, ha portato con sé non solo lo spirito ma anche il corpo assunto incarnandosi nel mondo (Gv 1,14). Se la carne fosse stata un elemento disprezzabile, ovviamente il Signore non l’avrebbe portata con sé. Di conseguenza la stessa Santissima Trinità, con l’Ascensione, si è arricchita di quella corporeità che prima non esisteva. È su questo che si dovrebbe adeguatamente riflettere, portando alla conclusione che il nostro non è un Dio che sta impassibile lassù in alto, ma continua a partecipare con il suo corpo alle nostre piccole e grandi vicissitudini quotidiane. Non va quindi sottaciuto il valore enorme della corporeità, che spesso in passato si era portati a disprezzare, specialmente considerando ora il punto di vista dell’unitarietà con l’elemento spirituale. D’altronde, non è risaputo che alla fine dei tempi, con la resurrezione dai morti, anche il corpo avrà la ricompensa o il giusto castigo? Di grande interesse appare quanto descritto nell’ultimo capitolo, in cui si parla di chi ha tratto esperienza benefica dalla contemplazione e dalla comprensione di questo mistero, a partire a Chiara d’Assisi. Quest’ultima, in diversi suoi scritti, spiega che con l’Ascensione, si è reso a tutti accessibile il Cielo, realizzando il desiderio di felicità di ognuno, attraverso la pienezza di Cristo. Si racconta anche di Ignazio di Loyola il quale, in pellegrinaggio nella Terrasanta, volle recarsi per ben due volte al Monte dell’Ascensione, nel desiderio di contemplare il punto esatto da dove Gesù si levò al Cielo. Essendosi recato in disobbedienza al superiore del convento in cui era ospitato, questi gli inviò un confratello, munito di una sferza, per riportarlo a casa. Trascinato di forza, Ignazio sentì fortemente la presenza del Signore su di sé, rafforzandolo nella consapevolezza che Egli si fa sempre trovare da chi lo cerca (Racconto di un pellegrino, 47-48). Nel mese di dicembre don Cosimo Quaranta presenterà il suo libro giorno 1 al Carmine di Grottaglie, il 16 nella chiesa madre di Carosino (il ricavato delle vendite sarà devoluto all’Anffas) e il 22 a Sant’Egidio (Tramontone).
Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Buonasera24

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Termini e condizioni

Termini e condizioni

×
Privacy Policy

Privacy Policy

×
Logo Federazione Italiana Liberi Editori