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Taranto piange il suo don Mimino

Don Cosimo Quaranta

Don Cosimo Quaranta

Una gran folla ieri mattina ha porto l’ultimo saluto a mons. Cosimo Quaranta, nel corso dei funerali svoltisi nella chiesa di Santa Lucia, di cui dal 2015 era parroco. Molti i sacerdoti che hanno concelebrato il rito esequiale, presieduto dall’arcivescovo mons. Filippo Santoro assieme al vescovo di Cerignola, mons. Fabio Ciollaro, amico di lunga data dello scomparso. Fra i banchi, anche Onofrio di Cillo, sindaco di Carosino, dove don Mimino ha sempre vissuto. Ha reso omaggio allo scomparso anche una rappresentanza del corpo di polizia locale di Taranto, dove presta servizio il fratello, Francesco. Al rito hanno presenziato anche folte rappresentanze delle parrocchie in cui il sacerdote ha operato. Ma è tutta la città che piange la scomparsa di don Mimino, prete di grande semplicità e dal gran cuore, sempre disponibile all’ascolto e all’aiuto di quanti gli si rivolgevano per qualsiasi problema e a tutte le ore. La morte è stata causata da problemi cardiaci, di cui egli soffriva da gran tempo, tanto che due anni fa fu sottoposto a un delicatissimo problema al cuore. Lo hanno ritrovato esanime domenica mattina, su una poltrona in canonica, su segnalazione dei fedeli che, all’orario della prima messa, giustamente allarmati, avevano trovato chiuso il portone della chiesa. Subito è stata fatta giungere un’autoambulanza, il cui personale sanitario non ha potuto far altro che accertarne il decesso. La notizia si è subito diffusa in città e, appena espletate le formalità di rito, è iniziato l’omaggio di parrocchiani e amici alla salma, composta nella chiesa, prolungatosi fino a tarda sera. Al termine dei funerali l’arcivescovo mons. Filippo Santoro ha annunciato di aver designato don Damiano Nigro (suo segretario particolare) quale amministratore parrocchiale della Santa Lucia, in attesa della nomina del nuovo parroco. Nato a San Giorgio Jonico il 27 marzo del 1961 da Antonio e Angela Dragone, don Mimino fu ordinato sacerdote nella chiesa madre di Carosino il 26 giugno 1986 dall’arcivescovo mons. Guglielmo Motolese. Successivamente egli è stato vicario parrocchiale alla Concattedrale, alla San Francesco De Geronimo e poi parroco alla SS.Croce. Diversi gli incarichi ricoperti in Curia (vice cancelliere e delegato arcivescovile per le confraternite) e nell’ambito del Capitolo Metropolitano. Parroco da sette anni in Santa Lucia (in via Millo), il sacerdote era conosciuto per aver assistito come cerimoniere (dal 1991) l’arcivescovo mons. Benigno Papa e poi mons. Filippo Santoro e soprattutto per essere stato (dal 2002 al 2015) rettore della chiesa di San Domenico Maggiore e padre spirituale della confraternita dell’Addolorata e San Domenico. Molte le testimonianze apparse domenica mattina sulle pagine face book. Riportiamo quella di Gianni Liviano, fra le più significative: “Don Mimino era un uomo buono. Non era un intellettuale, non organizzava convegni impegnativi, non usava un linguaggio forbito. Era un uomo buono. Don Mimino era una persona semplice. Ti telefonava la mattina per segnalarti il nome di qualche famiglia in difficoltà che lui seguiva e sosteneva, per parlarti di qualche povero. Io l’ho conosciuto nel 1984 quando venne da noi in Concattedrale, come primo incarico, a fare il vice parroco e a seguire i giovani. Il parroco era mons. Marinò e con lui c’erano don Gianfranco Bramato e don Giovanni Ancona. Durante un campo-scuola estivo ci inventammo una canzone a lui dedicata: ‘Un bel giorno a Carosino, nacque un bel bambino, il suo nome era Mimino... e poi il ritornello faceva “ Mimino, Mimino mon amour’. Gli volevo bene e quell’affetto è rimasto negli anni ed è fortissimo anche oggi, giorno della sua salita in cielo. Un abbraccio forte amico nostro”. Dopo il rito funebre in Santa Lucia, il feretro è stato portato a Carosino, nella cui chiesa madre, nel pomeriggio. il vicario generale mons. Alessandro Greco ha presieduto la santa messa esequiale assieme al parroco don Filippo Urso e ai sacerdoti delle vicine vicarie.  
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