Cerca

Cerca

CONTROVERSO

Poesia del Giorno

"La voce del vento" di Lorena Silvia Sambruna & "Lapislazzuli" di Francesco D'Addino

Poesia del Giorno

La rubrica controVerso, dedicata alla poesia, propone dal lunedì al venerdì lo spazio Poesia del Giorno, un appuntamento quotidiano che ospita due poesie.

Il progetto nasce con l’obiettivo di dare voce alla fantasia, ai versi e alle suggestioni che prendono forma dagli stati d’animo e dalle esperienze degli autori, offrendo uno spazio di condivisione e valorizzazione della scrittura poetica contemporanea.

L’iniziativa si fonda su uno spirito culturale aperto e inclusivo, non prevede alcun costo per i partecipanti e offre agli autori l’opportunità di far conoscere la propria voce poetica a un ampio pubblico di lettori.

Ogni giorno due poesie tra quelle ritenute più significative dal curatore della rubrica, Gian Carlo Lisi, vengono pubblicate e recensite esclusivamente sulle pagine online del quotidiano.

Chi desidera vedere un proprio componimento poetico pubblicato sulle pagine della testata dovrà:

  1. seguire le pagine social ufficiali di Buonasera24 su Facebook e Instagram;
  2. inviare all’indirizzo controverso2019@gmail.com una poesia che non superi i 30 versi indicando nome, cognome, luogo di residenza e dichiarando nel testo la paternità dell’opera.

Le poesie di mercoledì 29 sono:

    LA VOCE DEL VENTO di LORENA SILVIA SAMBRUNA da Milano

    Il vento mi ha parlato stanotte
    tra gli ulivi e le rose.
    Diceva che nulla muore davvero,
    che ogni foglia ha un ritorno
    come il cuore che cade
    ma germoglia di nuovo all’alba.

    RECENSIONE

    Il testo di Lorena Silvia Sambruna descrive un dialogo notturno con la natura, dove il soffio del vento diventa un messaggio di speranza che arriva nel buio. Si avverte una sensazione di grande dolcezza, come una confidenza sussurrata tra gli alberi e i fiori per rassicurare chi ascolta. Questa voce misteriosa non spaventa, ma porta con sé una verità antica che aiuta a guardare alle difficoltà con occhi diversi.

    L’obiettivo di questi pochi, intensi versi è trasmettere l’idea che la vita non finisce mai veramente, ma si trasforma in un ciclo continuo. L’autrice usa il movimento delle foglie per spiegare che ogni caduta è solo l'inizio di una nuova nascita. Non c’è spazio per la tristezza definitiva, perché tutto nel mondo naturale suggerisce che esiste sempre una possibilità di riscatto e di ritorno alla luce.

    Lo sviluppo dell'analisi mette in luce la forza della metafora del cuore, paragonato a un seme capace di rinascere dalla terra. Le immagini sono delicate e molto chiare, rendendo il messaggio immediato per chiunque stia attraversando un momento di fragilità. Il ritmo è calmo, proprio come un respiro che si rasserena quando capisce che dopo ogni notte, per quanto lunga, arriverà sempre il momento del risveglio.

    La scrittura si chiude con una nota di grande fiducia nel futuro, simboleggiata dalla luce dell'alba. È un invito a non arrendersi davanti alle ferite, perché proprio come una pianta, anche l'animo umano possiede la forza per ricominciare a fiorire. Tutto il componimento ci ricorda che siamo parte di un equilibrio perfetto dove nulla va perduto e ogni sofferenza prepara il terreno per un nuovo inizio.

    _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 

    LAPISLAZZULI di FRANCESCO D'ADDINO da Mottafallone - CS

    Raccoglierò dal cuore i frammenti di speranza,
    e nella notte coperta di stelle
    cercherò ancora i tuoi occhi.

    Lapislazzuli chiari di sogni,
    immersi nell'infinito cielo bluastro.
    Satelliti di un sentimento
    che conoscon l'inizio e non certo la fine.

    Per arrivarci, però, immagina:
    cespugli di rose, non senza le spine.

    RECENSIONE

    L’idea di raccogliere i cocci di un sogno per farne una nuova bussola anima questi versi, dove il desiderio di ritrovarsi brilla più forte dell'oscurità. Francesco D'Addino descrive la ricerca di un legame profondo attraverso l'immagine di un cielo stellato che sembra non avere confini. Si avverte una sensazione di nostalgia mescolata al desiderio, come quando si cerca di rimettere insieme i frammenti della propria speranza per non permettere al tempo di cancellare i ricordi più cari.

    L'obiettivo dell'autore è raccontare un amore che sfida le leggi del tempo, qualcosa che ha avuto un inizio ma che sembra destinato a non finire mai. Attraverso l'uso della parola "lapislazzuli", viene data una luce magica allo sguardo della persona amata, trasformandolo in una pietra preziosa da custodire gelosamente nel cuore. È una dedica intensa, che mette in primo piano la forza dei sentimenti puri e la loro capacità di restare accesi anche nel vuoto di una notte solitaria.

    Lo sviluppo dell'analisi si sofferma sulla bellezza e sulla fatica di questo viaggio dentro se stessi. Le immagini dello spazio e dei satelliti suggeriscono che l'affetto è un universo intero da esplorare, fatto di lunghe distanze ma anche di scoperte continue e meravigliose. Il ritmo è pacato e sognante, capace di trasmettere sia la dolcezza di un volto amato che la volontà di non arrendersi, nonostante l'infinità di un cielo che a volte può spaventare.

    La scrittura si chiude con un avvertimento molto saggio: per raggiungere ciò che è bello bisogna essere pronti ad affrontare anche qualche ferita. L'immagine finale delle rose e delle spine ci ricorda che ogni sentimento vero porta con sé sia il profumo che la sofferenza. La poesia è contenuta all'interno della raccolta "Crisalidi, amnesie di un giorno all'imbrunire", un'opera che invita a riflettere sulla fragilità e sulla rinascita dell'anima.

    Commenti scrivi/Scopri i commenti

    Condividi le tue opinioni su Buonasera24

    Caratteri rimanenti: 400

    Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

    Termini e condizioni

    Termini e condizioni

    ×
    Privacy Policy

    Privacy Policy

    ×
    Logo Federazione Italiana Liberi Editori