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CONTROVERSO
28 Aprile 2026 - 06:01
La rubrica controVerso, dedicata alla poesia, propone dal lunedì al venerdì lo spazio Poesia del Giorno, un appuntamento quotidiano che ospita due poesie.
Il progetto nasce con l’obiettivo di dare voce alla fantasia, ai versi e alle suggestioni che prendono forma dagli stati d’animo e dalle esperienze degli autori, offrendo uno spazio di condivisione e valorizzazione della scrittura poetica contemporanea.
L’iniziativa si fonda su uno spirito culturale aperto e inclusivo, non prevede alcun costo per i partecipanti e offre agli autori l’opportunità di far conoscere la propria voce poetica a un ampio pubblico di lettori.
Ogni giorno due poesie tra quelle ritenute più significative dal curatore della rubrica, Gian Carlo Lisi, vengono pubblicate e recensite esclusivamente sulle pagine online del quotidiano.
Chi desidera vedere un proprio componimento poetico pubblicato sulle pagine della testata dovrà:
ALLA SERA di ANTONIO D'ANGELO da Solofra - AV
Tiepida e lieta sei tu, dolce sera;
t'attendo nelle giornate di studio,
cogliendo nel silenzio tuo il preludio
ad un'amata calma che s'avvera.
Volgo alla quiete tua l'anima intera,
onde dell'astio il ricordo ripudio,
cercando nella tua voce un tripudio
d'emozioni che rechi gioia sincera.
Avverto un'aria di tranquilla pace,
che ad uno spirito maturo giova,
mentre ogni infausto pensier in te giace.
Sento che viva forza ivi ritrova
l'animo che divien or più tenace,
dopo il riposo desto a vita nuova.
RECENSIONE
La poesia descrive un momento di pace che arriva dopo le fatiche della giornata, come un rifugio sicuro dove staccare la spina. Si avverte un senso di sollievo profondo, un passaggio calmo dal peso dello studio a una tranquillità che fa bene allo spirito. Questa sera non è solo la fine del giorno, ma un momento per ritrovarsi e lasciare fuori dalla porta ogni tensione o preoccupazione accumulata.
L’intenzione del testo scritto da Antonio D'Angelo è mostrare come il silenzio possa guarire la mente e ridare energia. L’autore parla della quiete come di una medicina necessaria per allontanare i cattivi pensieri e la rabbia. Non c'è tristezza in queste parole, ma la consapevolezza di chi sa che fermarsi è l'unico modo per ripartire con più forza e affrontare meglio quello che verrà domani.
Lo sviluppo si concentra sulla bellezza delle piccole sensazioni, come un’aria fresca che calma l’animo. Le immagini sono semplici e trasmettono fiducia, trasformando un momento normale in un’esperienza di gioia vera. Il ritmo della poesia è regolare e tranquillo, capace di accompagnare chi legge dentro quella stessa serenità descritta nei versi, dove ogni peso sembra diventare improvvisamente più leggero e facile da sopportare.
La scrittura punta a ritrovare una carica vitale che sembrava perduta, promettendo un nuovo inizio a chi sa aspettare. Il racconto finisce con l'idea di una mente che si libera e si prepara a ricominciare con un piglio più deciso. Tutto si conclude con l'immagine di un animo che dopo il riposo si sente "desto a vita nuova", confermando che la pausa della sera è il primo passo per tornare a sorridere.
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NEI CORRIDOI DELL'ANIMA di ROSA VENUTO da Acquedolci - ME
Nei corridoi dell'anima,
un viaggio senza fine,
senza confini né tempo,
solo il silenzio e il respiro.
Il vuoto esistenziale,
un abisso senza fondo,
dove l'ombra si perde
e la luce si nasconde.
Ma in questo buio profondo,
un bagno di stelle,
un sussurro di verità
che solo l'anima può sentire.
Attraverso i corridoi introspettivi,
un percorso di scoperta,
di se stessi e del mondo,
di ciò che è stato e di ciò che sarà.
Senza confini, senza limiti,
l'anima si espande
in un universo di possibilità,
dove tutto è possibile.
E in questo viaggio senza fine,
l'anima si trova,
si perde e si ritrova,
in un eterno riverbero di serenità.
RECENSIONE
Il testo di Rosa Venuto descrive un percorso interiore che non ha mai fine, una sorta di esplorazione dentro se stessi dove non esistono orologi o muri. Si avverte una sensazione di pace mista a smarrimento, come quando ci si ferma a riflettere nel silenzio più assoluto. Questa ricerca non fa paura, anche se attraversa momenti di vuoto, perché è l'unico modo per connettersi davvero con la parte più profonda del proprio essere.
L’obiettivo dei versi è mostrare come il buio che a volte sentiamo dentro non sia una fine, ma un luogo dove si possono trovare luci inaspettate. L’autrice racconta la scoperta di sé come un cammino libero da ogni ostacolo, dove il passato e il futuro si incontrano. Non è una strada dritta, ma un movimento continuo che permette di crescere e di vedere il mondo con occhi nuovi, sentendosi finalmente parte di qualcosa di più grande.
Lo sviluppo dell'analisi si concentra sulla capacità di trasformare la solitudine in un'occasione di libertà. Le immagini dello spazio e delle stelle suggeriscono che, una volta superata la paura del vuoto, le possibilità diventano infinite. Il ritmo è fluido e rassicurante, proprio come un respiro che si fa calmo man mano che si scende in profondità nei propri pensieri, portando chi legge a sentirsi più leggero e sereno.
I versi si chiudono con l'idea che perdersi sia fondamentale per potersi ritrovare davvero. È un ciclo che si ripete e che regala una pace duratura, capace di resistere alle difficoltà della vita. Tutto questo percorso ci insegna che la vera serenità nasce proprio dal coraggio di guardarsi dentro, lasciandosi cullare dal rumore del proprio respiro e dalla luce che brilla anche nel buio.
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