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CONTROVERSO

Poesia del Giorno

"...ma peggio ci portiamo dentro" di Nicola Zacchino & "Oltre" di Rita Nappi

Poesia del Giorno

La rubrica controVerso, dedicata alla poesia, propone dal lunedì al venerdì lo spazio Poesia del Giorno, un appuntamento quotidiano che ospita due poesie.

Il progetto nasce con l’obiettivo di dare voce alla fantasia, ai versi e alle suggestioni che prendono forma dagli stati d’animo e dalle esperienze degli autori, offrendo uno spazio di condivisione e valorizzazione della scrittura poetica contemporanea.

L’iniziativa si fonda su uno spirito culturale aperto e inclusivo, non prevede alcun costo per i partecipanti e offre agli autori l’opportunità di far conoscere la propria voce poetica a un ampio pubblico di lettori.

Ogni giorno due poesie tra quelle ritenute più significative dal curatore della rubrica, Gian Carlo Lisi, vengono pubblicate e recensite esclusivamente sulle pagine online del quotidiano.

Chi desidera vedere un proprio componimento poetico pubblicato sulle pagine della testata dovrà:

  1. seguire le pagine social ufficiali di Buonasera24 su Facebook e Instagram;
  2. inviare all’indirizzo controverso2019@gmail.com una poesia che non superi i 30 versi indicando nome, cognome, luogo di residenza e dichiarando nel testo la paternità dell’opera.

Le poesie di martedì 17 sono:

    ...MA PEGGIO CI PORTIAMO DENTRO di NICOLA ZACCHINO da Sassinoro - BN

    Non ci siamo accanto,
    ma peggio ci portiamo dentro
    il sorriso perso, le parole che mancano di rimbombo,
    il fragore delle risate,
    l'odore della pelle,
    il sapore del bacio.
    Ci vuole coraggio
    a vivere senza.
    Intanto provi a scappare
    da quel sospiro così intimo
    dei battiti che si ascoltano insieme,
    lentamente, quando i pensieri
    raspano con la mano nel silenzio.
    Le voglie scivolano sul viso con uno sguardo e corri...
    quantomeno ci provi,
    ma dove vai? Non sai dove andare.
    Non puoi mai andare così lontano
    da sfuggire a quel moto perpetuo
    che ti agita lo stomaco,
    scorre nelle vene,
    abita nella testa,
    fa muovere le ossa.
    Eppure mi è delicato
    perdermi in quei tormenti.
    Ti guardo tra le palpebre di una lacrima muta,
    caduta nel silenzio,
    mi fa vedere oltre la pelle quanto sei bella.

    RECENSIONE

    La poesia racconta un sentimento che resta dentro anche quando le persone non sono più vicine. La distanza non cancella ciò che si è vissuto, anzi sembra renderlo ancora più presente. L’atmosfera è malinconica ma intensa, fatta di ricordi che continuano a muoversi nella mente e nel cuore.

    Il ritmo dei versi segue il flusso dei pensieri, tra immagini molto sensoriali: il sorriso, l’odore della pelle, il sapore del bacio. Tutto torna alla memoria con forza, mentre il tentativo di scappare dai ricordi appare inutile. Le parole mostrano bene questa lotta tra il desiderio di dimenticare e l’impossibilità di farlo.

    Le immagini rendono chiaro quanto il sentimento sia ancora vivo: “ma dove vai? Non sai dove andare” e “non puoi mai andare così lontano / da sfuggire a quel moto perpetuo”. Qui l’amore diventa qualcosa che continua a muoversi dentro, come un’energia che attraversa il corpo e i pensieri.

    Resta alla fine uno sguardo dolce e doloroso insieme, quello che vede l’altro anche attraverso una lacrima. In questa delicatezza trattenuta si riconosce la voce di Nicola Zacchino, capace di trasformare il ricordo in un momento di poesia semplice ma sincera.

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    OLTRE di RITA NAPPI da Napoli

    A ciò che c’è oltre
    sporgo la vista
    e la fantasia,
    poiché ho tolto barriere,
    confini,
    perfino l’orgoglio
    per arrivare al di là
    dove desidero di essere,
    forse raggiunta,
    magari solo accolta
    da chi, dopo la linea,
    riesce ad andare
    e ad amare oltre.

    RECENSIONE

    Il testo nasce da uno slancio verso qualcosa che sta oltre i limiti abituali, come racconta Rita Nappi in questi versi brevi e riflessivi. L’idea di superare barriere e confini diventa il centro del pensiero, quasi un invito a guardare più lontano di ciò che appare.

    Il ritmo è semplice e lineare, sostenuto da parole essenziali che danno al testo un andamento meditativo. Le immagini sono chiare: la linea da oltrepassare, i confini da togliere, lo sguardo che si spinge più avanti. Tutto suggerisce un movimento interiore verso un luogo di apertura e di incontro.

    Quando leggiamo “poiché ho tolto barriere, / confini, / perfino l’orgoglio”, si capisce che il vero viaggio non è esterno ma dentro se stessi. Superare i limiti significa lasciare andare ciò che trattiene e aprirsi a una possibilità nuova.

    Resta alla fine l’idea di uno spazio dove l’amore può esistere senza ostacoli. Quel “oltre” diventa così una meta simbolica, un punto verso cui tendere con lo sguardo e con il cuore.

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