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CONTROVERSO

Poesia del Giorno

"Il tuo silenzio" di Mara David & "Ira" di Daniele Zambelli

Poesia del Giorno

La rubrica controVerso, dedicata alla poesia, propone dal lunedì al venerdì lo spazio Poesia del Giorno, un appuntamento quotidiano che ospita due poesie.

Il progetto nasce con l’obiettivo di dare voce alla fantasia, ai versi e alle suggestioni che prendono forma dagli stati d’animo e dalle esperienze degli autori, offrendo uno spazio di condivisione e valorizzazione della scrittura poetica contemporanea.

L’iniziativa si fonda su uno spirito culturale aperto e inclusivo, non prevede alcun costo per i partecipanti e offre agli autori l’opportunità di far conoscere la propria voce poetica a un ampio pubblico di lettori.

Ogni giorno due poesie tra quelle ritenute più significative dal curatore della rubrica, Gian Carlo Lisi, vengono pubblicate e recensite esclusivamente sulle pagine online del quotidiano.

Chi desidera vedere un proprio componimento poetico pubblicato sulle pagine della testata dovrà:

  1. seguire le pagine social ufficiali di Buonasera24 su Facebook e Instagram;
  2. inviare all’indirizzo controverso2019@gmail.com una poesia che non superi i 30 versi indicando nome, cognome, luogo di residenza e dichiarando nel testo la paternità dell’opera.

Le poesie di lunedì 16 sono:

    IL TUO SILENZIO di MARA DAVID da Gardone Val Trompia - BS

    Il tuo silenzio
    è pieno di me.
    Questo è il sortilegio
    che ci lega e ci rende
    intoccabili persino
    nel nostro delirio di distanza,
    nelle gole dei monti
    dove il vento non ha pace,
    nell’acqua nera della notte,
    dove, senza una stella salvifica,
    ci perdiamo in due.
    Il tuo silenzio è boato
    dove sei perso
    nella buia foresta
    della mia assenza,
    nel ricordo del veleno
    che rendeva i nostri baci
    letali, nel rogo dei rami
    invernali che non parlano di noi,
    poiché noi ben sappiamo
    che gli amanti
    bruciano nel sole.

    RECENSIONE

    Il centro di questi versi è il silenzio che diventa presenza viva. Non è un vuoto, ma qualcosa che lega due persone, anche quando la distanza o la notte sembrano separarli. L’atmosfera è intensa e un po’ oscura, come se ogni parola fosse intrisa di memoria e di emozione trattenuta.

    Il tuo silenzio / è pieno di me” e “dove, senza una stella salvifica, / ci perdiamo in due” mostrano subito come il silenzio diventi quasi un luogo condiviso. Le immagini sono forti e concrete: i monti, il vento, l’acqua nera, i rami invernali. Il ritmo dei versi è mosso da pause e accenti che aiutano a sentire la tensione tra vicinanza e assenza.

    Mara David costruisce la sua voce poetica con un linguaggio diretto ma potente, dove le immagini naturali e i sentimenti si intrecciano. Il silenzio diventa quasi un personaggio, capace di custodire amore, ricordo e dolore allo stesso tempo.

    Alla fine resta la percezione di un legame che resiste anche nel buio e nella distanza. Tra il veleno dei ricordi e il sole che brucia gli amanti, il silenzio appare come un filo invisibile che continua a unire, nonostante tutto.

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    IRA di DANIELE ZAMBELLI da Bergamo

    Alla volta di una via senza fuga,
    dentro un’inaspettata tempesta.
    Illogici pensieri ti imbroglieranno
    alla ricerca di una luce ormai buia.

    Spinto da un’insensata vitalità,
    incantato da un demone seducente,
    ti ingroviglierai
    in una catena di misera libertà.

    RECENSIONE

    Il nucleo emotivo del testo è un senso di tensione e smarrimento, come se il passo del lettore fosse sospeso tra tempesta e oscurità. Il cuore della poesia racconta la lotta interna, un movimento tra desiderio e paura, tra libertà e costrizione. L’atmosfera è cupa e intensa, con immagini che lasciano percepire la forza di un conflitto interiore.

    Il ritmo dei versi è spezzato e conciso, quasi nervoso, e le parole scelte – tempesta, demone, catena – creano una sensazione di impatto immediato. Tutto procede con rapide aperture e chiusure, come il battito di un pensiero che cerca una via d’uscita ma resta intrappolato.

    Le immagini forti e simboliche rendono chiaro il senso di prigionia interiore: “Alla volta di una via senza fuga” e “ti ingroviglierai / in una catena di misera libertà” mostrano come il conflitto diventi concreto e visibile, trasformando il dolore e la rabbia in scena poetica.

    Resta una tensione continua, senza alcuna tregua, dove la rabbia e la passione percorrono ogni verso, e in questa forza trattenuta emerge con chiarezza la voce intensa di Daniele Zambelli.

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