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CONTROVERSO

Poesia del Giorno

"La mia prima parola" di Nicola De Dominicis

Poesia del Giorno

"Poesia del Giorno" è un'estensione della rubrica settimanale "controVerso" dedicata alla poesia. Nasce per dare spazio alla vostra fantasia e ai vostri versi ispirati dalla quotidianità o dai vostri stati d'animo. Si è quindi deciso di pubblicare, in questo appuntamento giornaliero, le più belle poesie che vorrete inviare.

Chi fosse interessato a vedere un proprio componimento poetico pubblicato nella apposita sezione sul sito web del giornale Buonasera.it e sui canali social della testata, dovrà:

  1. Seguire le pagine dei profili social di Taranto Buonasera: su Facebook e Instagram;
  2. Inviare una mail a controverso2019@gmail.com con il proprio nome, cognome, luogo di residenza e dichiarando nel testo della mail la paternità dell'opera. La poesia non dovrà superare i 30 versi.

Ogni giorno alle ore 9.00 una poesia, tra quelle più significative, sarà scelta, pubblicata e recensita, esclusivamente online, in questa rubrica. 

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La Poesia del Giorno, di lunedì 27 maggio 2024, è:

    LA MIA PRIMA PAROLA

    di Nicola De Domicis di Monopoli (BA)

    C’è l’editore,
    che ha l’ultima parola.

    C’è il lettore
    che ha l’ultimissima parola.

    Per ultimo
    viene l’autore
    che ha la prima parola,

    la più fragile,
    tremula,
    incerta,
    scritta e riscritta,
    difficile da imbrigliare,
    sporca di sogno,
    poca cosa.

    Ma è la prima.
    Di mondi nuovi,
    limpida, sboccia
    sul bianco neve del foglio.

    Per ultimo
    viene l’autore
    ma resta primo
    nella sua stessa parola
    di creazione,
    come un piccolo dio
    a capo chino
    su carta e inchiostro.

    Per questo io scrivo
    a capo chino
    su carta e inchiostro,
    ma libero per sempre
    nella mia prima parola
    da piccolo dio
    in eterna creazione.
    Poca cosa?

       

    Recensione

    La poesia inizia con una dichiarazione sull'importanza dell'editore e del lettore, entrambi identificati con il possesso dell'ultima e ultimissima parola rispettivamente. Questo pone l'autore apparentemente in una posizione marginale, riservandogli solo la "prima parola". Tuttavia, Nicola De Dominicis capovolge questa apparente subordinazione sottolineando la forza intrinseca di questa prima parola: "fragile, tremula, incerta, scritta e riscritta, difficile da imbrigliare, sporca di sogno, poca cosa". La descrizione riflette il processo arduo e delicato della scrittura, dove l'autore lotta per catturare l'essenza del suo pensiero e trasmetterlo su carta.


    Nonostante questa fragilità, la prima parola è anche portatrice di una potente carica creativa. Viene paragonata a qualcosa di puro e nuovo, che "sboccia sul bianco neve del foglio". Questo simbolismo della nascita e della purezza mette in risalto il potenziale che ogni parola iniziale possiede, capace di creare mondi nuovi e aprire porte verso l'ignoto.


    La poesia ritorna sull'autore, ribadendo la sua posizione "ultima" nel processo editoriale, ma contemporaneamente affermando il suo primato nella creazione. Questa dicotomia sottolinea il paradosso della creazione artistica: l'autore è il primo e il più importante nella genesi dell'opera, ma il suo ruolo viene poi offuscato dal processo editoriale e dall'interazione del lettore.
    Il poeta utilizza immagini religiose per descrivere l'autore: "come un piccolo dio a capo chino su carta e inchiostro". Questa metafora conferisce un'aura di sacralità al processo creativo, enfatizzando la connessione profonda tra l'autore e la sua opera. Scrivere diventa un atto di creazione divina, in cui l'autore, anche se piegato sul lavoro fisico della scrittura, raggiunge una forma di libertà eterna attraverso la sua parola.


    Il finale della poesia, con la domanda retorica "Poca cosa?", sfida il lettore a riflettere sul vero valore della parola scritta. La "prima parola" potrebbe sembrare insignificante nel grande schema dell'editoria e della ricezione, ma è essa che dà inizio a tutto, che permette la creazione di nuovi mondi e l'espansione dell'immaginazione. Il poeta riesce a trasmettere l'idea che, nonostante le apparenze, l'autore e la sua parola iniziale sono il cuore pulsante di ogni opera letteraria.

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