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CONTROVERSO

Poesia del Giorno

"L'amore perduto" di Vincenzo Meglio

Poesia del Giorno

"Poesia del Giorno" è un'estensione della rubrica settimanale "controVerso" dedicata alla poesia. Nasce per dare spazio alla vostra fantasia e ai vostri versi ispirati dalla quotidianità o dai vostri stati d'animo. Si è quindi deciso di pubblicare, in questo appuntamento giornaliero, le più belle poesie che vorrete inviare.

Chi fosse interessato a vedere un proprio componimento poetico pubblicato nella apposita sezione sul sito web del giornale Buonasera.it e sui canali social della testata, dovrà:

  1. Seguire le pagine dei profili social di Taranto Buonasera: su Facebook e Instagram;
  2. Inviare una mail a controverso2019@gmail.com con il proprio nome, cognome, luogo di residenza e dichiarando nel testo della mail la paternità dell'opera. La poesia non dovrà superare i 30 versi.

Ogni giorno alle ore 9.00 una poesia, tra quelle più significative, sarà scelta, pubblicata e recensita, esclusivamente online, in questa rubrica. 

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La Poesia del Giorno, di venerdì 24 maggio 2024, è:

    L'AMORE PERDUTO

    di Vincenzo Meglio di Napoli

    Stringi ancora la mia mano
    fammi solo ricordare
    di quei giorni ormai sepolti
    nel profondo del mio cuore.

    Guarda ancora i miei occhi
    dimmi adesso cosa vedi
    cosa senti quando pensi
    a noi due ormai divisi.

    Puoi tacere e non importa
    io ti sento urlare forte
    quando anneghi nei tormenti
    che hai creato col tuo addio.

    Fosse anche in Paradiso
    o soltanto giù all'Inferno
    troverai ancora me
    e lì sarà per sempre insieme.

       

    Recensione

    La poesia è un toccante esempio di lirica amorosa che esplora i temi della separazione, del ricordo e dell'eterna connessione tra due anime. Attraverso una struttura semplice e diretta, l'autore riesce a trasmettere un profondo senso di dolore e nostalgia.


    La prima strofa introduce immediatamente il tono malinconico del componimento, con l'invito a stringere la mano come gesto di connessione e ricordo dei giorni passati. L'uso del verbo "stringi" e l'espressione "fammi solo ricordare" evocano una disperata necessità di mantenere vivi i momenti felici, ormai relegati nel "profondo del cuore", un luogo inaccessibile e remoto che sottolinea la perdita.


    Nella seconda strofa, Vincenzo Meglio sposta l'attenzione sugli occhi, specchio dell'anima, chiedendo al destinatario di guardare e rivelare cosa vede e sente. Questa introspezione visiva e emotiva rivela un desiderio di capire se il legame, seppur spezzato, conserva ancora tracce dell'antico amore. Le domande "cosa vedi" e "cosa senti" riflettono una speranza struggente di riconoscimento reciproco e una ricerca di significato nel presente frammentato.


    La terza strofa è carica di tensione emotiva, in cui il silenzio del destinatario non può nascondere  l'"urlare forte" che l'io lirico percepisce. Questo paradosso tra il tacere e il sentire amplifica il dolore del distacco, suggerendo che le sofferenze causate dall'addio sono insopportabili e risuonano potentemente nell'anima di chi è stato lasciato.


    L'ultima strofa introduce una dimensione quasi metafisica, in cui l'amore perduto trascende la vita terrena. Che sia "in Paradiso" o "giù all'Inferno", l'io lirico afferma con certezza che i due amanti si ritroveranno, suggerendo che il loro legame è indissolubile e eterno. La promessa di un "per sempre insieme" chiude il componimento con una nota di speranza e determinazione, trasformando il dolore della perdita in una promessa di eterna unione.

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