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CONTROVERSO
21 Maggio 2024 - 08:00
"Poesia del Giorno" è un'estensione della rubrica settimanale "controVerso" dedicata alla poesia. Nasce per dare spazio alla vostra fantasia e ai vostri versi ispirati dalla quotidianità o dai vostri stati d'animo. Si è quindi deciso di pubblicare, in questo appuntamento giornaliero, le più belle poesie che vorrete inviare.
Chi fosse interessato a vedere un proprio componimento poetico pubblicato nella apposita sezione sul sito web del giornale Buonasera.it e sui canali social della testata, dovrà:
Ogni giorno alle ore 9.00 una poesia, tra quelle più significative, sarà scelta, pubblicata e recensita, esclusivamente online, in questa rubrica.
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La Poesia del Giorno, di martedì 21 maggio 2024, è:
IL MIO CIELO È GRIGIO
di Marco Fabio di Chiusi (SI)
Sanno tutti di grigio gli occhi dei bambini
dei paesi in guerra
come il cielo che guarda la terra
un’immensa distesa di grigio
oscura il cielo
unico immenso velo
un cielo grigio che sa di morte
forse lo ha regalato la sorte
dove è l’azzurro del cielo
che vedono gli altri bambini
hanno occhi diversi?
O e solo il mio cielo che ha colori tersi
magari il mio cielo è morto
o può essere
che a Dio ho fatto un torto
qui sono uguali
anche albe e tramonti
son grigi persino
nei racconti.
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Recensione
Un'opera intensa e malinconica che esplora il tema della guerra e del suo impatto devastante sui bambini. Attraverso l'uso dominante del colore grigio, simbolo di tristezza e morte, il poeta dipinge un quadro desolante e struggente della realtà dei paesi in conflitto. Gli "occhi dei bambini" riflettono questa desolazione, mentre il cielo grigio che copre tutto diventa un'immagine potente di un mondo privato di speranza.
La poesia utilizza versi liberi che conferiscono un ritmo naturale e fluido, rendendo la voce del poeta sincera e immediata. Le immagini evocative, come "un’immensa distesa di grigio" e "unico immenso velo", creano un senso di oppressione e uniformità, sottolineando la brutalità della guerra che cancella la bellezza e la diversità.
La contrapposizione tra il cielo grigio dei bambini in guerra e l'azzurro che vedono gli altri bambini mette in luce l'ingiustizia e la sofferenza, evidenziando come la pace sia un privilegio non accessibile a tutti. Marco Fabio si interroga anche sul senso di colpa e smarrimento, chiedendosi se il grigio del suo cielo sia una punizione divina, aggiungendo una dimensione personale e universale al testo.
"Il mio cielo è grigio" è un'opera di grande impatto emotivo che, attraverso immagini potenti e un linguaggio diretto, riesce a trasmettere il dolore e la desolazione dei bambini vittime della guerra, facendo riflettere il lettore sulla perdita dell'innocenza e il prezzo della violenza.
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